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Titus_andronicus_the_airing_of_grivances

Quanto fa paura la morte? Tanto. Quanto forte cantiamo, quindi? Tanto. E che ci diciamo, alla morte? La mandiamo affanculo.

1. Fear and Loathing in Mahwah, NJ
2. My Time Outside the Womb
3. Joset of Nazareth’s Blues
4. Arms Against Atrophy
5. Upon Viewing Bruegel’s “Landscape With the Fall of Icarus”
6. Titus Andronicus
7. No Future
8. No Future Part Two: The Days After No Future
9. Albert Camus

1. PAURA E DELIRIO A MAHWAH, NEW JERSEY (Fear and Loathing in Mahwah, NJ)1
Perché fai le cose che hai fatto?
E quanto stupido devi essere
Per farle ancora – e so che lo farai?
Se sei il poeta che dici di essere e la bellezza è in tutto ciò che vedi,
Come può esistere amore in un mondo gestito da persone come te?
Perché quando c’è sofferenza, eccoti lì!
Li appendi, soffiati dal vento, ad alberi del sud.
Il mondo grida, agonizzante, e a te non frega niente.
Ma se le cose dovessero farsi serie,
Pregherei perché tu non venga risparmiato.
Vaffanculo!

Ti sei preso un cuore spazioso, pronto ad essere riempito d’amore,
E invece ci hai messo furia ed odio
Finché l’unica cosa che gli è rimasta da fare era avvizzire e morire.
La gente ti dirà che se non ami il tuo prossimo non ami Dio,
Ma nessun Dio che possa chiamare mio metterebbe luce in occhi così ingiusti.
Il modo in cui ci teniamo stretti l’uno all’altra
Assomiglierebbe più ad un cappio se venisse osservato sotto una luce
Perché ogni notte ci tradiamo l’un l’altra nei sogni.
Non parliamone più, ok?

E maledico il giorno – anche se penso
Sian pochi i giorni che ho da maledire -,
In cui non ho commesso alcun misfatto
Degno di fama: assassinare un uomo,
O progettarne altrimenti la morte,
O violentare una fanciulla vergine,
O escogitare il modo di arrivarci,
O accusare qualcuno ch’è innocente
E giurare di non averlo fatto;
O fomentare mortale inimicizia
Fra due persone state sempre amiche;
O far rompere il collo all’animale
Appartenente a qualche poveraccio;
O appiccare di nottetempo il fuoco
Ai fienili e granai, e ai proprietari
Dire di spegnerli col loro pianto.
Ho tratto fuori i morti dalle tombe
Per andare a piazzarli, dritti in piedi,
Alle porte dei loro famigliari,
Che avevano quasi scordato il dolore,
E col pugnale, sulla loro pelle,
Ho inciso, come su corteccia d’albero,
A lettere romane: “Non sia morto
In voi il dolore, anche s’io son morto”.
Ma son migliaia gli orrendi misfatti
Perpetrati con la disinvoltura
Di chi uccide una mosca;
E, in verità, niente m’affligge il cuore
Più del pensiero d’essere impotente
A commetterne ancora diecimila. 2

1 Riferimento a Fear and Loathing in Las Vegas di Hunter S. Thompson. Il cantante dei Titus Andronicus, Patrick Stickles, riempie i suoi testi di riferimenti alla sua vita: essendo nato in New Jeresey, tutti i luoghi citati nell’album sono quelli in cui ha vissuto/studiato.
2 Passaggio tratto da Tito Andronico, tragedia di William Shakespeare, da cui la band prende il nome. A pronunciare le parole è Aronne il Moro, un prigioniero preso dall’imperatore Tito dopo che questo aveva dichiarato guerra al suo popolo, i Goti. Alla fine della tragedia, Aronne viene seppellito fino al petto e lasciato a morire, e il suo unico rimpianto è quello di non aver vissuto abbastanza a lungo da poter commettere altri misfatti.

2. IL MIO TEMPO FUORI DAL GREMBO (My Time Outside the Womb)
La prima cosa che vedi è la luce,
Poi ti concentri su un uomo mascherato con in mano un coltello
Mentre ti taglia via da tutto quello che pensavi di sapere della vita.
E ti trovi tra le braccia di tua madre, raggrinzito e bagnato:
Passerai il resto della tua vita a provare con tutto te stesso a dimenticare
Che sei arrivato al mondo nudo e gridando,
E allo stesso modo lo lascerai.

Al Riverside Hospital, un mattino di luglio,
Con una spinta e uno strattone. Così ho scoperto
Di non essere poi così invulnerabile.
Quando mio padre mi disse, “Tutto quello che ci vuole
È un errore”, iniziai ad avere timore di Dio.

Finii alla Central School, nel 1993,
E incontrai un bambino in biblioteca – si chiamava Sarim.
Mi disse, “Nulla in questo posto è elementare.”
In seconda media ho imparato a suonare la chitarra
Per convincere tutti che fossi un fuorilegge.
E fu allora che imparai, a Glen Rock,
Che la gente chiama le cose col loro nome.
Non riuscii a fregare nessuno,
Non ero riuscito a convincere nemmeno me stesso.
Ero solo un altro libro sullo scaffale, niente di più.

3. IL BLUES DI GIUSEPPE DI NAZARET (Joset of Nazareth Blues)
Non c’è nulla che io abbia mai fatto
Di cui non abbia imparato a vergonarmi.
Non c’è speranza o sogno
Che io non maledica o umili.
Se questo è quello che ci vuole,
Sarà quello che farò.
E spero di non stancarmi mai
Di spingere il masso su per la collina.
Quando arriveremo in cima cadremo.
Ogni volta è come la prima volta,
Ogni volta è identica alla precedente.

E ora non mi credi,
Ma mi crederai.
Mi crederai.
Mi crederai.
Mi crederai.
Mi crederai.
Mi crederai.

Finché non sarai appeso a una croce
Non saprai nulla di cosa voglia davvero dire “ridere” o “perdere”.
Dalla Galilea ai Getsemani al Golgota
Ci sono solo pochi passi – pochi, pochi passi.

4. BRACCIA CONTRO L’ATROFIA (Arms Against Atrophy)
Una danza durante una gita della banda – che male può esserci
Se non una vacanza di sei settimane dall’uso del mio braccio destro?
Ricordo i due colpi e niente più,
Solo Alex che premeva l’interruttore e io che toccavo terra.
Resteremo passivi, lo sopporteremo.
Mi sento sollevato solo se resto supino, a terra.
Signor McDermott, le va di aiutarmi a rimettermi in piedi?
Che il corteo di percussionisti sta facendo impazzire le strade di San Francisco.

Per tornare a casa a piedi ci metto un’ora e mezza.
Spesso diventano tre o quattro fermandomi ad ogni sottopasso
Ma oggi, 22 giugno, ho fatto due calcoli:
Consumerò centocinque litri di Dr. Path1.
Ci sono ragazze che dicono i loro segreti a chiunque.
La parola “amore” viene usata molto appena prima del diploma –
E allora, vi prego, non sussurrate nel mio orecchio parole dolci che non vogliono dire nulla
Dato che voglio sentire solo voci gridate,
Perché stiamo andando a San Francisco e ho dimenticato di mettermi fiori nei capelli.

Lei ha un cognome segreto che nessuno sa, con una lineetta magnifica,
Risplende così tanto che non ci credereste.
E sono l’unico che la può vedere così da vicino,
Voialtri potete ficcarvelo su per il naso.

Ieri sera ho fatto il sogno più strano della mia vita:
Mia madre, in un impeto di rabbia, mi cacciava via di casa.
Mia madre, l’assassina, mi gettava a terra per strada
E mi puntava un tagliaunghie alla gola.

Anche se ultimamente sembra tutto uno spettacolo dell’orrore
Mi viene il desiderio di tornare nell’utero,
Mi piacerebbe che le cose tornassero come prima – ma a quanto pare
Mi aspetta un po’ di fisioterapia.
Non sarà esattamente come prima,
Non sarà più come prima.
Stasera Gesù Cristo sta soffrendo sulla croce.
Resto seduto fuori casa, ad aspettare che il freddo mi faccia venire i lividi.
“È sempre così”, dice lei mentre sta uscendo.
Aspetta e vedrai:
Il resto deve ancora rivelarsi ai miei occhi.

1 Una versione più economica e non di marca della Dr. Pepper, una soda americana.

5. APPENA DOPO AVER VISTO LA “CADUTA DI ICARO” DI BRUEGEL (Upon Viewing Bruegel’s “Landscape With the Fall of Icarus”)
Sono nato nell’auto-realizzazione.
Sapevo esattamente chi fossi
Ma non ho mai avuto l’opportunità di essere giovane.
E allora quando mi farete stendere in una bara,
Seppellitemi nel fianco di una collina:
È un bel posto per mettersi giù a pensare.
Le cose non sono andate come pensavo:
Sembra che tutti vogliano portarsi via
Quello che pensavo essere vero.
E quindi diventa ovvio, per me, che qualcuno,
Da qualche parte, deve averti davvero fatto male.
E lo so perché quegli stronzi hanno preso anche me.

Tutti i bei cavalli, tutti i fiori e gli alberi:
Significheranno tutti meno di nulla quando sarà tutto finito.

Dio mi ha mandato una visione del futuro in un sogno, un sabato sera,
E non vedo alcuna ragione per celebrare
Perché quando l’ho vista ho pianto come un bambino,
Mi ha trafitto come un coltello nel petto:
Io, tu, chiunque, per sempre, a soffrire e soffrire e soffrire.
E allora Padre, se è possibile, fa che non debba bere da questo bicchiere –
Ma se un mio sorso è quello che serve, allora sia fatta la tua volontà.

6. TITO ANDRONICO (Titus Andronicus)
Butto la mia chitarra per terra,
A nessuno frega più niente di quello che ho da dire:
Non sono venuto qua per le vostre lodi, i vostri tenui elogi.
Scriverò il mio capolavoro un altro giorno.
(Fanculo a tutto, fanculo a me stesso!)

Mi sto ripetendo di nuovo:
Lascio l’innovazione a gente più intelligente di me.
Non mi escono belle melodie dal nulla,
Le devo rubare da qualche parte.
Ma non importa quel che fai
O quanto ci provi:
L’unica cosa che mi rimane da fare è morire.
Quando ti faranno a pezzi
Ti diranno che non ti farà male:
Ma non si fermeranno finché non ti potranno vedere andare a dormire sottoterra.

Basta sigarette,
Basta fare sesso,
Basta bere fino a cadere sul pavimento.
Basta indie rock,
Solo un orologio che ticchetta.
Non hai più tempo per questa roba.
Faresti meglio a stare attento a dove dici quello che dici:
Sai che cosa ti diranno.

Ti diranno:
“La tua vita è finita.”

7. NESSUN FUTURO (No Future)
Datemi solo una valigia e non mi guarderò dietro, lo prometto.
Ditemi solo, ditemi solo da che parte sono i binari.
Ho sempre guardato portoni in cerca di una crepa ma non ne ho mai trovata una
E allora guardo verso l’alto, e dico – “Fatemi venire un attacco di cuore!”

Se sei debole possiamo portare insieme questo peso, per me va bene.
Fammi solo un po’ di compagnia lungo la strada,
L’unica cosa che ho con me è una bottiglia che non dovrei toccare –
Ma è anche l’unica cosa che posso chiamare mia.

E così vi dico addio e, no, non mi dimenticherò di scrivervi.
È da troppo tempo che corro verso una luce gialla.
Lo dico ogni sera, lo so,
Ma non penso di essere mai stato così stanco di vivere.

E se le cose non dovessero migliorare, aspetterete che io cambi?
O resterò a guardarvi dirmi addio dal finestrino di un aereo?
Se vi dicessi che non ho speranze, provereste a capirmi?
O mi lascereste per un albero di palma e la sua ombra riflessa sulla sabbia?
Perché è tutto l’anno che aspetto che scenda la temperatura,
Ma ora ho la febbre e non so come fermarla.

C’è qualcosa di inevitabile che deve ancora succedere:
È lì lì, come una scarpa appesa a un filo per la punta del laccio.
Questo mondo sembra un bel posto da visitare
Ma non voglio proprio viverci.

Non esistono dottori che possano farmi una diagnosi.
Sto morendo lentamente, ho la sindrome di Patrick Stickles.
Non esistono medicine che possano curare i miei dolori,
L’unica terapia che mi offrono consiste nell’appendermi a un ramo per il collo.
La vita non è stata che un lungo, malato gioco in cui qualcuno mi chiedeva, “Preferiresti…”
E così me ne vado, in una scuola di medicina – ma come cadavere.

Ora, se ci fosse il mondo intero ad ascoltarmi e potessi dire una sola cosa, direi:
“Lasciatemi solo, cazzo,
O vi darò il benvenuto nel Duomo del Terrore!”1

I bei momenti,
I bei momenti sono tornati.

Dio mi ha mandato una visione del futuro.

1 “Welcome to the Terrordome” è una citazione pari pari di un brano dei Public Enemy, tratto dal loro leggendario album Fear of a Black Planet.

8. NESSUN FUTURO PARTE DUE: I GIORNI DOPO IL NESSUN FUTURO (No Future Part Two: The Days After No Future)
Oh, ricordo l’ultima mattina!
Il sole era sorto sulla razza umana:
Dopodiché fu chiaro che nulla sarebbe più stato come prima.
Quando chiamati a rispondere dei loro crimini,
Le persone trovarono una sola risposta:
“Sul momento sembrava una buona idea.”
Ora il sole nel cielo si è fatto di ruggine,
I fiumi scorrono rossi di sangue
E le grida degli indifesi non sono mai, mai state abbastanza.

E chi tra noi è rimasto in vita
Aveva giustamente paura di uscire di casa
Quando VuBu1 disse: “Non è shoegaze, è un suicidio.”
E poi vennero con torce e forconi,
Con armi, mazze e spade affilate,
E la voce più rumorosa che avessi mai sentito disse: “È finita.”

È finita!

“E anch’io mi sentivo pronto a rivivere tutto. Come se quella grande ira mi avesse purgato dal male, liberato dalla speranza, davanti a quella notte carica di segni e di stelle, mi aprivo per la prima volta alla dolce indifferenza del mondo. Nel trovarlo così simile a me, finalmente così fraterno, ho sentito che ero stato felice, e che lo ero ancora. Perché tutto sia consumato, perché io sia meno solo, mi resta da augurarmi che ci siano molti spettatori il giorno della mia esecuzione e che mi accolgano con grida di odio”.2

1 VuBu è il soprannome di Dan Tews, ex chitarrista del gruppo.
2 Questo è il finale de Lo straniero di Albert Camus – per introdurre il brano successivo.

9. ALBERT CAMUS (Albert Camus)
Sto correndo per questa città decadente, insignificante,
Uno di questi giorni mi crocifiggeranno.
Quanto è stancante, stantio e inutile essere giovani, stupidi e avere un sacco di soldi!

Resteremo seduti su questa collinetta verde d’erba
A tenerci per mano e ad accarezzare pistole,
Con le anime immacolate – e persino mia madre ti direbbe che sono uno stronzo.
Ma sotto ho un apatico cuore d’oro.
Chi verrà salvato tra gli uomini più piccoli e quelli più grandi?
Persino Abraham l’Onesto vendeva latte avvelenato alle scolaresche.

Un camioncino per donare il sangue arrivò alla Glen Rock High:
Era bianco, aveva lettere rosse sulla fiancata.
Portarono un ago lungo e splendente
Per prosciugarmi, come zanzare missionarie nel cielo.
Ora, ti hanno messo dentro per aver rubato caramelle a un neonato
Perché tutti i ragazzi a Ridgewood, oggi, hanno un cellulare.
E riescono a leggerti la targa anche se hai una maschera addosso,
E una linea senza fili è una cosa terribile da sprecare
Perché più ci pensiamo, meno tutto ha senso.
Stasera brinderemo alla nostra generale indifferenza.

Agnello di Dio,
Non pensiamo assolutamente niente di noi stessi.
E allora Morte, non sentirti orgogliosa:
Perché non ce ne frega un cazzo di nulla
E vogliamo solo quello che non ci è concesso avere.

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