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black sheep boy

Una singola rosa, regalata un giorno, una sola volta, può valere più di uno splendido mazzo di fiori regalato ogni giorno.

1. Black Sheep Boy
2. For Real
3. In a Radio Song
4. Black
5. Get Big
6. A Queen and a King
7. A Stone
8. The Latest Toughs
9. Song of Our So-Called Friend
10. So Come Back, I Am Waiting
11. A Glow

1. RAGAZZO PECORA NERA (Black Sheep Boy)1
Eccomi, sono tornato a casa.
Sono qua per riposare.
Tutti mi chiedono dove sono stato,
Dato che sanno che sono stato ad Ovest.

Sono il bastardo di famiglia,
Ho riccioli d’oro che tutti mi invidiano.
Le belle ragazze, con i loro bei visi,
Vedono qualcosa che splende nel ragazzo pecora nera.

Se mi volete bene, lasciatemi vivere in pace.
Vi prego, accettate il fatto
Che la pecora nera può portare il vello d’oro
E avere una mano vincente.

Sono il bastardo di famiglia,
Ho riccioli d’oro che tutti mi invidiano.
Le belle ragazze, con i loro bei visi,
Vedono qualcosa che splende nel ragazzo pecora nera.

1 Questa è una cover del cantautore folk Tim Hardinqua potete ascoltare la sua versione di Black Sheep Boy. Will Sheff, frontman degli Okkervil River, ha preso ispirazione dalla sua canzone per scrivere l’album, declinando il personaggio del ragazzo pecora nera sulla sua persona.

2. DAVVERO (For Real)
Ci sono notti in cui ho sete di vero sangue,
Di veri coltelli, di vere urla.
Poi torno in me e ci sono armi vere, di acciaio,
E non riesco a pensare che al loro bagliore.

E mi manca davvero quello che è davvero esistito
Quando ti stringevo forte la gola.
E mi manca quel bus che sterzò per evitarci
E si schiantò cadendo sulla fiancata.

Ci sono notti in cui è come se il sangue delle mie ferite,
Vere ferite, fosse rassicurante – qualcosa di veramente mio.
Se davvero lo vuoi, se vuoi che si avveri
Vieni da me, una notte
E potremo arrampicarci – per davvero.

Perché potrebbe essere vero
Che mentre guardiamo salire il livello dell’acqua di quel lago buio
Le luci più splendenti sono quelle azzurre, del ponte.
E se vuoi davvero vedere
Quello che più mi importa, più di ogni cosa,
Prendi la macchina – è un attimo.

Devi fare un pezzo di strada nella lunga parte buia,
Lunga parte della notte
E rilassare per davvero questa mente tremante,
E questa stanza, a luci spente, non riscaldata,
E il soffitto con le sue righe,
E le tapparelle nere.
Stavolta voglio sapere

Se sei finalmente, davvero mia.
Devi giurarmi che non stai mentendo,
Dimostrarmi che ci hai davvero provato.
E non voglio sentirti dire,
“Non dovrebbe davvero essere così”
Perché per me, così, va benissimo.

Perché non c’è niente di simile
A quella luce accecante
Scartata dalle tapparelle.
E non tentiamo nemmeno di spiegare
Cose che sono davvero, davvero, davvero, davvero dietro di noi.

Non puoi nasconderti.
Non puoi nasconderti.
Non puoi nasconderti.

3. IN UNA CANZONE ALLA RADIO (In a Radio Song)
Ragazzo pecora nera, nera,
I tuoi affascinanti occhi azzurri,
La tua testa appesa, con le corna
Di tuo padre.

Sei stato cresciuto in un piccolo, freddo specchio,
Sei stato spinto da un piccolo vento nero
Da solo, da solo, da solo.

Un freddo sorriso sulle tue labbra,
Tremi, hai un brivido.
Lì dove scorre il fiume, un qualche animale sorseggia
Da una piccola crepa nera nella roccia
Al crepitio di una canzone alla radio.
Canta con noi, canta con noi, canta con noi.

Quando i tuoi occhi si riempiono di risate
Emettono una luce calda.
Un qualche animale riposa al pascolo,
Buchi nella sua gola dove
Il sangue è stato prelevato,
Nella sua bocca, dove la lingua
È stata strappata dai tuoi artigli.
I tuoi artigli, i tuoi artigli.

Mi sono svegliato da un sogno.
Stavamo scappando
Da qualsiasi essere
Ci stesse dando la caccia
Ma abbiamo lasciato che ci superassero,
Abbiamo lasciato che ci aspettassero.
Eravamo fottuti, fottuti, fottuti.

Mi sono svegliato da un sogno.
Avevo appena distrutto ogni cosa
Con un singolo, tremendo colpo.
E mi sono svegliato e l’ho guardato mentre se ne andava.
E mi sono svegliato e ho iniziato a spettegolare.
Addio, addio, addio.

4. NERO (Black)
Sto entrando in città, nella tua. La notte sta calando sulla terra
Ma vedo ancora il punto dove ti sei voluta bene
Prima che lui buttasse giù tutto. Era il 12 aprile,
Nessun altro attorno; eri appena fuori casa (dov’è tua madre?)

Quando ti ha messo in macchina, quando ti ha portata in fondo alla strada,
E riesco ancora a vedere quella scena: la portiera che ha chiuso sbattendo, ancora aperta.
Era aperta, quella portiera che ha chiuso sbattendo. Era aperta, un tempo.
Resta con me adesso, resta con me – anche se non ti servo a niente, lo so.
Lascia che resti qua e che ti racconti qualcosa, come facevamo prima.
Dovresti pronunciare il suo nome così come lui pronunciava il tuo –
Ma non lo vuoi più pronunciare, oh, Cynda Moore.

Figlioletta per la strada, al caldo, avvolta nel giubbotto di tuo padre:
Riesco ancora a vedere la luce della sigaretta. Che cosa mi stai dicendo? Non posso crederci.
Che cosa ti passa tra i denti, come fumo, mentre mi dici, “Lascia stare?”

Se solo potessi tagliargli la gola, sentire il suo sangue tra le mascelle
E cancellare per sempre il suo nome… lo farei, sai?
Non ci penserei due volte, lo capisci?
Lo abbatterei coi miei artigli se potessi far sì che nulla fosse mai successo?
O lo chiamerei, in una qualche nera mezzanotte, per mandare a puttane la sua nuova vita
E far sapere a chiunque quello che ha fatto: alla sua nuova moglie, al suo secondo figlio.
Ti dico, come già ti ho detto: dovresti rovinargli la vita come lui ha rovinato la tua.
Non vuoi più essere parte della sua vita, oh, Cynda Moore.

Resta con me adesso, lascia che ti aiuti – anche se non ti servo a niente, lo so.
Ti guardo e mi sento orgoglioso.
Ti ho già detto due volte che dovresti rovinargli la vita come lui ha rovinato la tua.
Non vuoi più essere parte della sua vita, oh, Cynda Moore.
E le cose non torneranno mai come prima
Ma vorrei proprio che mi lasciassi entrare in quella porta.
Lasciami entrare in quella porta.

5. FATTI GROSSO (Get Big)
Appena arriveremo alla sua fine, questa canzone ricomincerà di nuovo.
Così avevi detto nel nostro letto –
Io guardavo la luce infilarsi tra le tapparelle per trovare la tua pelle.

“E allora prendi la tua medicina e non ti chiederò dove sei stato.
Vivi il fine settimana che hai perso, so che lo volevi. Fatti grosso, ragazzino.

E non so perché ogni giorno non entra del tutto nello spazio che gli avevamo riservato.”
Ma se quello spazio, adesso, ti ordina di alzare le mani ed arrenderti?

“Fai il tuo viaggio di mezzanotte. È un sogno che hai fatto, lo so.
Cammina sul tuo viale del tramonto. Penso tu abbia bisogno che diventi qualcosa di grosso, ragazzino”.

Ma ricorda soltanto che il nostro amore non è stato più bello di così,
E la colpa è di giorni più giovani che vorresti lasciarti dietro.
E allora bevi dalla tua tazza finché non resteranno solo fondi e vattene dalla discoteca con le gambe tremanti,
E vattene con un altro ragazzo, ma ricorda: io e lui siamo persone diverse.

“Prendi la tua medicina e non ti chiederò dove sei stato.
Vivi il fine settimana che hai perso, so che lo volevi. Fatti grosso, ragazzino.”

Appena arriveremo alla sua fine, questa canzone ricomincerà di nuovo.

6. UN RE E UNA REGINA (A King and a Queen)
Se vuoi vedere ed essere vista, fai pure.
Porti un vestito rosso scuro – i tuoi occhi, appena aperti, di un verde accesso.
Fai pure una scenata, ma non stenderti sul letto
Come se fossi morta, tesoro, così mi ammazzi.

Sii una pecorella che sta imparando chi la toserà e chi le darà da mangiare.
Le mani vanno e vengono – Sii mani che afferrano un coltello,
Sii un essere con due piedi dal cuore tremante,
Macellaio di un re in cui crede ma che non ha mai visto

Sii la principessa nella torre di pietra che piange per il ginepraio di quel bel macellaio
(E, come certe principesse potrebbero fare, lo chiama ancora “cavaliere”).
Ma più di ogni altra cosa dovresti essere regina, e allora sii la regina.
Sei tutto quello di cui ho bisogno anche se so che non potrà mai funzionare.
Sarei onorato di affiggere i tuoi decreti, di buttarmi ai tuoi piedi,
Di dare un nome a tutte le tue strade e, quando te le faranno percorrere in una bara, di sedermi e mettermi piangere,
E poi dormire, e restare al tuo fianco per secoli sublimi.
(Finché non ci sbricioleremo, e saremo polvere, quando un singolo raggio di sole ci frantumerà.)

7. UNA PIETRA (A Stone)
Respiro bollente, pelle ruvida,
Calde risate e caldi sorrisi,
Le parole più dolci, sussurrate e dette davvero:
Tutte cose che ti piacciono.

Ma, anche se ti piacciono,
Tu ami una pietra. Ami una pietra
Perché è liscia
E fredda.

E più di ogni altra cosa ti piacerebbe che ti venisse detto
Che è tutta tua.

Ami vene bianche, ami il grigio più duro,
Il peso più pesante, la forma più sgraziata,
L’odore più terroso, il tono più vuoto.
Ami una pietra.

E vengo scoperto troppo alla svelta,
Mi viene detto che mi affeziono troppo alle fiamme,
E poi chiamo i miei amici,
E mi prendo ogni colpa
Mentre tu raccogli sassolini dal tubo di scarico, miglia e miglia fa.

Sei là fuori a cantare canzoni e io qua sotto a gridare nomi
Ad uno schermo che non conosce sfarfallii – cazzo, ad andare fuori di testa.
Sto perdendo il controllo? Sto enfatizzando la mia situazione?
Bé, piccola, cosa posso dire?

Non ho mai detto di essere una pietra, lo sai,
E tu ne ami una.

Ami vene bianche, ami il grigio più duro,
Il peso più pesante, la forma più sgraziata,
L’odore più terroso, il tono più vuoto,
Ami una pietra.

Ami una pietra perché è scura ed è vecchia,
E se potesse iniziare a prendere coscienza potresti non vivere più da sola.

E penso di credere che, se le pietre potessero sognare,
Sognerebbero di essere posate una di fianco all’altra, un pezzo alla volta,
Fino a diventare un castello per un’eminente regina
Che non possono conoscere.

E penso che la figlia di quella regina, a diciott’anni compiuti,
Sarebbe adorabile, testarda e coraggiosa,
E pretendenti partirebbero da regni lontani
Solo per farsi vedere da lei.

E penso di sapere cosa sia l’amaro sgomento
Di un innamorato che le porta freschi bouquet ogni giorno
Per poi essere rifiutato per un ricordo di lei di una qualche canaglia
Che un giorno, anni prima, le aveva dato una singola rosa.

8. GLI ULTIMI DURI (The Latest Toughs)
Devi fare finta che tutti gli ultimi duri non ci siano, o farli stare zitti
Con verità pronunciate diecimila volte (e ancora devi chiederne prova).
Chiedi una prova, perché dovessi morire dalla voglia di essere condotto ti porterebbero su per la collina, in catene, al suono delle loro melodie popolari.
E allora saresti pronto al macello, mio piccolo agnello, e sarebbe troppo tardi per convincerli a posare il coltello.

Mi sono svegliato una mattina di nebbia. Si nascondeva dal sole, lui si nascondeva dal sole,
Che però uscì e sparò i suoi raggi dall’alto. E tutti bruciavano, tutti bruciavano,
Ma tanto stavano morendo, sarebbero diventati cenere,
I loro sentimenti sarebbero scomparsi in un bagliore per poi, finalmente, svanire
In una favolosa, ardente manifestazione.

Ad ogni modo, ascoltami: non so quali note tu voglia sentire suonare.
Non riesco a pensare a quali battute vorresti io dicessi, o cantassi,
E non sono sicuro degli argomenti che vuoi siano trattati.
E allora fermati, e aggiungi le tue intenzioni.
Fermiamoci e aggiungiamole, fermiamoci e aggiungiamo le nostre intenzioni.

Tutti gli ultimi duri – bé, è roba che abbiamo già visto.
E abbiamo visto abbastanza sangue in colpi di tosse morenti, il che significa che abbiamo perso.
Abbiamo perso, e se dovessi piangere dalla voglia di essere preso e scaraventato da qualche parte
Ti scaraventerebbero giù in una segreta assieme a tutte le cose di un tempo
Che hai voluto dimenticare perché ti piacerebbe amare una stella che ti butti sottoterra.
Lui pensa che per te sia così.

9. CANZONE DEL NOSTRO COSIDDETTO AMICO (Song of Our So-Called Friend)
Ricordi quando il nostro cosiddetto amico non pensava nemmeno di chiamarti
Mentre ruzzolava liberamente fuori da un buco creato in casa tua?
Anche se lo riuscivi a sentire, era chiaro che finalmente ti eri resa conto
Che con il passare del tempo avrebbe raccontato la sua storia dal suo punto di vista.
E ora non è al telefono, e la sua storia potrebbe tranquillamente andare così.

Bé, l’amore è quello che l’amore fa:
E dovremmo saperlo bene, dico, perché entrambi abbiamo amato, abbiamo perso e siamo soli.
Le lacrime che cadono su tuo viso, per me, sono adorabili,
E lo sono anche se non mi ami ed è chiaro che non potrò mai vederti tra le mie braccia.
Nel tuo cuore non c’è posto nemmeno per questa freccetta affilata con così tanta cura
E, anche se avevo iniziato a pensare che ci sarebbe potuta essere una speranza, così non è.

E allora svegliati, inventa una qualche nuova canzone usando la stessa melodia.
L’acqua si raffredda, le foglie cadono, il sole si flette, l’estate finisce.
Il nostro cosiddetto amico non ha bisogno di te.
E allora esci dalla porta e vai in strada, Dicembre riposa qua vicino,
Ma nel caldo del forno questa abitazione è diventata una casa.
Cara, ti ci sono voluti sessanta giorni di viaggi e villeggiature per dirmi
Che non puoi amarmi perché, in segreto, ami ancora una pietra.
Anche se metto le mie labbra sul tuo viso e provo a spingere via il suo bacio,
Anche se il mio cuore aveva iniziato a battere forte e ora ha rallentato.
Lascerò stare.

10. E ALLORA TORNA, STO ASPETTANDO (So Come Back, I Am Waiting)
Un ragazzo pecora nera gira intorno
A canyon e cascate.
Un ragazzo pecora nera si dissolve
In una siringa o in una doccia.
Dice, “Ho un sacco di tempo per farti mia, stasera,
Ho un sacco di tempo per farti mia.”
Dice, “Ci sono un sacco di modi perché io sia sicuro che tu non muoia.
Cazzo, nei tuoi occhi – nei tuoi occhi c’è ancora un sacco di luce”.

A un ragazzo pecora nera crescono le corna.
Respira fumo attraverso il suo microfono,
Le onde radio si allungano e cigolano,
Sanguinano e danno alla luce il suo diapason nero.
Dice, “Posso indossare un sacco di cose quando vieni da me,
Ho maniche da arrotolare di qualsiasi colore.
Ci sono milioni di occhi al cielo che non vogliono mollarmi,
Ogni lingua reale ne è interessata.
E allora perché ti sei messa a strillare
Incantata da una qualche vecchia canzone di chiesa?
Un qualche bugiardo si è messo a ridere mentre cercava di restare composto,
Un qualche bugiardo che adoravo controllare.

Un ragazzo pecora nera si scioglie
In una crema calda, in gemiti dolci,
In ogni letto morto e casa vuota,
In ogni batterio fremente di rabbia –
Delicato serial killer.
Alza la testa – bellissimo, cornuto, solenne.
È il profumo del glicine illuminato dalla luna.
È il fremito di eccitazione del principiante.
(Vedi le impronte di zoccolo infangate, lì dove ti ha portata?)

E stasera ci sono un sacco di modi in cui può rivendicare i suoi crimini.
E ci sono un sacco di cose che si possono fare con i suoi soldi.
E stasera ci sono un sacco di modi in cui può indossare il suo travestimento:
Tu hai il tuo e io ho il mio.
Tu hai il tuo e io ho il mio.

E allora perché sei scappata?
Non sai che non puoi sottrarti al suo controllo
Ma solo chiamare tuoi tutte le sue opere assurde?
E allora torna, e le accetteremo tutte.
E allora torna alla tua vita da fuggitiva.
E allora torna dal tuo vecchio uomo pecora nera.
Dice, “Ti sto aspettando, sugli zoccoli e sulle mani.
Ti sto aspettando, odiato e dannato.
Ti sto aspettando, sbuffando e pestando i piedi.
Ti sto aspettando, e sai
Che sto aspettando tranquillamente di fare di te il mio agnello.”

11. UN BAGLIORE (A Glow)
Entra nella tana, entra nella tana:
Emani un bagliore.
Arrampicati tra le mie braccia con i tuoi vestiti insanguinati.
Emani un bagliore
E non sei di nessuno se non mia.
E nessuno sa su che terreno è steso:
Nelle sue ossa, nessun calore.
Nessun cuore che sia mai stato mio.
Nessuna mano che io abbia tenuto nella mia.

Ed emani un bagliore, emani un bagliore.
(E non c’è via di fuga dalla cosa che ha reso la tua radio casa sua.)
Sei la luce in una menzogna,
Sei flessuosa e sei forte
Ed era da così tanto tempo, amore mio, che volevi farlo.
Miei uomini, vivi e morti,
Entrate nella tana.
Emanate un bagliore.

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