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Inizia la nostra collaborazione con Rumore – una nuova piattaforma su cui leggere dischi tradotti e scoprire le storie che raccontano. Un approfondimento sulle loro tematiche, in modo un po’ più ampio di quello che ho fatto finora. Si inizia con 6 Feet Beneath the Moon, di King Krule. Qua potrete leggere la parte introduttiva, sul sito di Rumore invece la traduzione completa. Daje. 

È difficile la vita, per il povero Archie. La maggiore età fa male, le tasche sono vuote, l’Inghilterra è fredda ma il cuore della sua bella di più. Una ragazza senza nome, che decide di chiamare Blue, a tratti Baby Blue – una figura fortunatamente riuscita molto meglio della sua omonima cantata da Danilo Fatur. Blue come la tristezza, blue come il suono delle note che esce dalle corde della sua chitarra. Perché è lei la fonte principale della voce spezzata di Marshall, è lei dietro alle sue dichiarazioni sguaiate: in negativo, “Non sei la mia penna / Non sei il mio foglio / Non sei il mio cuore / Sei la persona che lo spezza”. Lei è algida, impassibile, su un pianeta lontano e diverso (Nettuno, magari): “Ho fatto male a tutti tranne che a te”, dice. Ma, nonostante la sua voce sappia di muco appena colato da un naso infreddolito, quella di King Krule non è arrendevolezza. È pienamente conscio di non avercela fatta, si arrende con una sorta di sorriso: “Non me la sento più di amarti / Mi sono arreso”, canta in A Lizard State. Ma dietro a quell’espressione non c’è scherno. C’è speranza – anzi, certezza: “Un giorno sarai mia / Ma per ora non me ne frega niente”.

E dato che non ce ne frega niente, allora sfoghiamoci. Che bisogno c’è di darsi un contegno se ormai ciò che volevamo è perduto? Vaghiamo a testa bassa lasciando che il marciapiede ci catturi gli occhi e ci spenga il cervello (Cementality). Teniamo sempre la bocca chiusa nonostante la merda che il mondo ci tira addosso – nell’acquisto di un sandwich scaduto, ad esempio (Easy Easy). Lasciamoci andare e continuiamo a chiedere aiuto, andiamo a farci le ossa e a guadagnarci un paio di costole che ci rendano “uomini” (Out Getting Ribs). Quelle che Archie cercava già quando si chiamava Zoo Kid, e ancora non ha trovato adesso. E finché quel momento non arriverà, il suo corpo non riuscirà a resistere al peso del mondo. Per quanto magro e scheletrico sia. E allora che resta, ad Archie? Solo il dolore che lo “tiene schiavo”, che “non lo ha colpito così leggermente come certi potrebbero sostenere”. In fondo: “Non c’era molto altro da dire”.

1. Easy Easy
2. Border Line
3. Has This Hit?
4. Foreign 2
5. Ceiling
6. Baby Blue
7. Cementality
8. A Lizard State
9. Will I Come
10. Ocean Bed
11. Neptune Estate
12. The Krockadile
13. Out Getting Ribs
14. Bathed in Grey

LEGGI LA TRADUZIONE COMPLETA SU RUMOREMAG.COM

Vi si vuole tanto bene,

– Elia

One thought on “Traduzione: King Krule – 6 Feet Beneath the Moon

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