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Si sarebbero chiamati Satan’s Fingers. O The Killers. O The Hospital Bombers. A breve avrebbero deciso. Nel frattempo: ave Satana!

1. The Best Ever Death Metal Band in Denton
2. Fall of the Star High School Running Back
3. Color in Your Cheeks
4. Jenny
5. Fault Lines
6. Balance
7. Pink and Blue
8. Riches and Wonders
9. The Mess Inside
10. Jeff Davis County Blues
11. Distant Stations
12. Blues in Dallas
13. Source Decay
14. Absolute Lithops Effect

1. LA MIGLIOR DEATH METAL BAND MAI USCITA DA DENTON (The Best Ever Death Metal Band in Denton)
La miglior death metal band mai uscita da Denton
Era composta da due ragazzi che erano amici fino dalle elementari.
Uno si chiamava Cyrus, l’altro Jeff,
E provavano due volte alla settimana in camera di Jeff.

La miglior death metal band mai uscita da Denton
Non riuscì mai a decidere come chiamarsi,
Ma la top 3, dopo settimane di discussioni,
Era composta da Satan’s Finger, The Killers e The Hospital Bombers.

Jeff e Cyrus credevano profondamente in quello che facevano, il loro destino
Sarebbe stato fatto di riflettori, Learjet, fama e fortuna.
Allora, come da copione, facevano costantemente uso di un pentacolo
E stamparono i loro nomi sulle pelli delle loro grancasse e sulle loro chitarre.

E fu così che Cyrus venne mandato in una scuola
In cui gli venne detto che non sarebbe mai stato famoso.
E fu per questo che Jeff
Lo aiutò a preparare un piano per vendicarsi
Nelle lettere che gli scriveva.
Quando punite una persona per aver sognato il suo sogno
Non aspettatevi certo che vi ringrazi o perdoni.
Con il tempo, la miglior death metal band mai uscita da Denton
Vi sopravviverà e vi lascerà indietro.

Ave Satana!
Ave Satana, stasera!
Ave Satana!
Ave, ave!

2. LA CADUTA DEL CELEBRE RUNNING BACK DEL LICEO (Fall of the Star High School Running Back)
Era il tuo secondo anno, avevi quasi una media di otto yard e un terzo,
Tutti gli occhi erano su di te.
Il terzo anno ti facesti male al ginocchio durante una trasferta,
Non ti rimase nessun posto in cui cadere se non la terra.

A luglio ti eri già fatto una nuova compagnia,
Fatta di gente che prima guardavi dall’alto al basso,
E avevi trovato un modo per fare un sacco di soldi.
Ne davi addirittura ai tuoi amici, e ti faceva sentire bene.
La tua bici giapponese aveva i raggi cromati,
Ma vendere acidi non era stata una buona idea.
E venderli a un poliziotto era stata un’idea ancora peggiore.
E c’era una nuova legge che diceva che i diciassettenni potevano essere mandati in prigione.
Tu fosti il primo, e allora canto questa canzone per te,
William Stanaforth Donahue.
Tuo padre arrivò fin qua in barca dall’Irlanda,
Ma tu hai preso una o due cattive decisioni.

3. IL COLORE DELLE TUE GUANCE (Color in Your Cheeks)
Arrivò con il volo notturno per Dallas-Fort Worth.
Veniva dall’assolata Taipei.
La sua pelle aveva il colore di un guscio di noce,
I suoi capelli neri erano chiusi da un cappellino da baseball.
Arrivò qua a mezzanotte,
Il caldo la faceva sentire a casa.
“Entra pure, sono settimane che non dormiamo.
Bevi qua. Ti colorerà un po’ le guance.”

Arrivò da Mexicali, stanco e consumato.
Aveva soldi da buttare, tempo da ammazzare.
Ma dopo cinque minuti che lo guardavamo negli occhi, capimmo tutti
Che era messo piuttosto male, e quindi decidemmo di dargli quello che avevamo.
Gli facemmo un po’ di spazio per lasciarlo dormire
E lasciammo che il silenzio – nostro marchio di fabbrica –
Si facesse sentire.
“Entra pure, sono settimane che non dormiamo.
Bevi qua. Ti colorerà un po’ le guance.”

Arrivarono a dozzine, camminando e strisciando.
Alcuni avevano gli occhi brillanti di vita,
Altri erano morti che camminavano.
E venivano dallo Zimbabwe,
O dalla Georgia Sovietica,
Da East Sant Louis, o da Parigi, o vivevano dall’altra parte della strada.
Ma arrivarono, e quando finalmente arrivarono da noi
Il minimo che potemmo fare fu dargli il benvenuto a modo nostro.
“Entrate pure, sono settimane che non dormiamo.
Bevete qua. Vi colorerà un po’ le guance.”

4. JENNY (Jenny)
Entrasti ruggendo nel vialetto della nostra casa-ranch stile sudista
Su una Kawasaki nuova, tutta gialla e nera,
Appena uscita dal concessionario.
La facciata della nostra casa dava ad ovest,
E quindi il grande sole arancione ti restava dietro la schiena
E illuminava la tua magnifica silhouette.
Quanto?
Quanto può migliorare la mia vita?
900 centimetri cubi di puro potere nitrente,
Nessun mandato d’arresto in sospeso su di me:
La mia è una vita da pirata!

Saltai sul seggiolino della moto, ti avvolsi le braccia attorno,
Affondai la faccia nei tuoi capelli
E inalai più forte che potevo, tanto quanto mi era possibile.
Eri dolce e deliziosa come la calda aria del deserto.
Puntasti il faretto della moto verso l’orizzonte.
Eravamo l’unica cosa nella galassia su cui Dio non aveva puntato il suo sguardo.
900 centimetri cubi di puro potere nitrente,
Nessun mandato d’arresto in sospeso su di me:
Dannazione,
La mia è una vita da pirata!

5. FAGLIE (Fault Lines)
Quaggiù, qua dove il caldo non è fastidioso,
Berrò alla tua salute e tu alla mia
Mentre proveremo a rifare su i soldi che abbiamo perso a Las Vegas.
Andiamo avanti così per un po’,
Beviamo vodka russa,
Ci facciamo mandare cioccolatini dal Belgio,
Ci facciamo mandare fragole dall’Inghilterra.
Ma alla fine neanche una banconota di quelle che spendiamo
Sembra farci stare poi così meglio.
Ho un blocco motore spaccato, proprio come ce l’hai tu.
Sì, la casa e i gioielli, la macchina sportiva italiana
Non ci fanno sentire a posto per quello che siamo.
La mia impalcatura ha le termiti, proprio come la tua.

Quaggiù, qua dove le angurie crescono belle dolci,
Qua dove venero la terra che calpesti,
Stiamo esperti nell’arte dello spendere in frivolezze.
Ormai saranno tre anni che va avanti così,
Siamo sempre ubriachi e le nostre vite sono un casino.
L’amore eterno che avevamo giurato di proteggere coi nostri corpi
Sta inciampando e sta per cadere verso la sua inevitabile fine.
Ed è come se la rabbia nei nostri occhi non riuscisse a dargli il colpo di grazia per farla finita qua.
C’è dello zucchero nelle mie faglie, proprio come nelle tue.
Sì, i litigi e le bugie che ci piace così tanto raccontare
Non riescono a mandare il nostro amore all’inferno, lì dove verrebbe finalmente ricompensato.
Ho un budino al posto della spina dorsale, ma è così anche per te.

6. EQUILIBRIO (Balance)
Due bicchieroni di tè freddo ghiacciato
All’ombra dell’albero,
Io, te e l’amore di cui una volta ci prendevamo cura.
Quell’amore che si sta disintegrando violentemente.
Tira fuori la lingua,
Prendi al volo i pezzi che svolazzano nell’aria.
Sono troppo lento per riuscire a prenderli tutti,
Sono troppo nel mio mondo perché me ne freghi qualcosa.

Due lente ore d’estate passate a piluccare ossa,
A capire i tassi d’interesse di prestiti criminali,
A parlare con un tono triste e addolorato,
A provare a far piangere pietre mute.
Leccati il dito,
Alzalo nel vento.
Senti il disastro che aleggia nell’aria?
Ormai stiamo andando troppo lenti per lasciarcelo dietro,
Ma non siamo troppo nel nostro mondo e ce ne frega ancora qualcosa.

7. ROSA E AZZURRO (Pink and Blue)
Stamane, il vento che veniva dall’Oklahoma sapeva di sangue e fumo.
I corvi stavano parlando del loro futuro tra i rami
Della quercia della Louisiana che avevano scelto come casa.
I suoi arti erani forti e pesanti, le sue foglie splendenti.
I suoi rami sfioravano l’aria più alta,
Ma le sue radici si spingevano in basso, là dove finiscono le persone cattive.
Che farò con te, rosa e azzurro?
Vero oro, vecchio nove giorni.

Bei vestiti nuovi, una scatola di cartone come culla.
Ho schiacciato un paio di banane in una tazza e
Te le ho date da mangiare al tavolo della cucina.
I corvi là fuori si stavano lamentando dei punti più delicati della politica locale.
C’era uno strano vento, pieno di nuovi odori – ruggine, pelliccia e reception stick. 1
Che farò con te, rosa e azzurro?
Vero oro, vecchio nove giorni.

1 I Reception Sticks sono un tipo di caramelle create dal polacco Walter Bogdon, che nel 1945 pensò di unire quella sostanza con cui si fanno le caramelle dure con il ciocciolato, e pressare il tutto a forma di bastoncino. Qua la sua storia (in inglese).

8. RICCHEZZE E MERAVIGLIE (Riches and Wonders)
Viviamo al massimo, il nostro amore si ingozza dell’alcol che gli diamo da bere
E cresce, tutto grasso e amichevole.
Ne abbiamo anche più di quello che ci serve.
Ci teniamo forte, più che possiamo.
Le nostre nocche sono bianche.
Ci scriviamo lettere, ci inventiamo segreti da confessare.
Imparo vezzeggiativi stranieri ed esotici con cui chiamarti.
Mangiamo frutta fresca l’uno dalla mano dell’altra.
Stiamo svegli tutta notte.
Sono in salute, sono soddisfatto, ma faccio fatica a controllare i miei impulsi,
E voglio andare a casa.
Ma sono a casa.

Siamo forti, abbiamo fedele,
Siamo a guardia di qualcosa di raro e prezioso.
Stiamo attentissimi alle notizie che arrivano assieme all’aria del mattino.
Ci dimostriamo leali ai momenti difficili che abbiamo passato.
Siamo pieni di ricchezze e meraviglie,
Il nostro amore si tiene tutto ciò che trova.
E balliamo come mariani ubriachi, persi per mare, fuori di testa.
Trovi rifugio da qualche parte dentro di me,
Io trovo un grande conforto in te.
E ti tengo al sicuro, ti proteggo dal male.
Tu mi abbracci, e io voglio andare a casa.
Ma sono a casa.

9. IL CASINO CHE ABBIAMO DENTRO (The Mess Inside)
Ci siamo presi un weekend libero, siamo andati in macchina a Provo.
La neve era bianca e soffice,
Ma un weekend nello Utah non basterà a rimetterci in sesto.
Il cielo grigio era vasto, criptico sopra di me.
Volevo che mi amassi come una volta.

Ci siamo presi due settimane per andare alla Bahamas.
Siamo usciti a ballare tutte le sere.
Abbiamo provato a combattere la paura che ci strisciava addosso con cose temporali
E, la maggior parte delle volte, siamo stati anche bene.
Volevo solo che mi amassi come una volta.

Ma non possiamo scappare
E non possiamo nasconderci
Da quel disastro che è casa nostra,
Dal casino che abbiamo dentro.

Siamo andati a New Orleans
Un weekend di primavera.
Ci siamo messi a cercare quello che avevamo perso.
È stato doloroso ammetterlo, ma non siamo riusciti a trovare nulla.
Volevo solo che mi amassi come una volta.

A settembre siamo andati a New York City,
Abbiamo preso la metro da Manhattan fino a Grand Army.
Abbiamo trovato quella panchina su cui ci eravamo seduti mille anni fa,
Quando ti amavo così tanto che il cuore sarebbe potuto scoppiare.
Volevo solo che mi amassi come una volta.

Ma non posso scappare
E non posso nascondermi
Da quel disastro che è casa nostra,
Dal casino che abbiamo dentro.

10. IL BLUES DI JEFF DAVIS COUNTY (Jeff Davis County Blues)
Dopo tre notti in prigione, mi diressi verso nord partendo da Toyavale.
A Pecos presi la 285, mi diressi verso Red Bluff.
Il mio passo è preciso e costante, i miei occhi sono gelidi
Ma mi sento come se avessi sedici anni,
Perso in un ostello, con la televisione accesa ma senza volume.
Non mi sento poi così forte.
Ho qualche numero vecchio di Sunset Magazine da leggere,
Dodici ore per dormire e per sognare casa.

Non ho nessun posto dove andare, e allora guido fino in New Mexico.
Guardo nello specchietto retrovisore mentre passo il confine
E ho paura, penso. E anche se si è fatto piuttosto tardi
Prendo la prima uscita ed entro sulla 128.
Tornerò a Midlind.
Spero che la cosa non ti dia fastidio.
Sul sedile passeggero, polaroid di noi due.
Guido lentamente, liscio come l’olio,
E sogno casa.

11. STAZIONI DISTANTI (Distant Stations)
Ho trovato un vecchio sasso tra la polvere secca fuori
Dalla porta della mia stanza di motel.
Era triangolare, aveva gli spigoli arrotondati.
Era più scuro della terra d’Inghilterra.
Era verde come i soffici fronzoli della piuma di un pavone.

Ti stavo aspettando, ma non ti avevo mai detto dove mi avresti trovato.
Eri stata tu ad insegnarmi a scrivere equazioni come questa.
Ti aspettavo seduto sui gradini
E mi nascondevo tra i cespugli ogni volta che una macchina parcheggiava.
Eri stata tu ad insegnarmi ad ascoltare queste stazioni distanti.
Stazioni distanti.

Vidi il cielo aprirsi.
Tirai un sasso a un corvo che stava giocando tra l’umido di qualche cespuglio di rose accanto alla reception del motel.
Lo mancai di un metro o due.
Cantavo vecchie canzoni senza una provenienza.
Los Angeles.
Albuquerque.
Dissi una pregherina per i poveri, i nudi e gli affamati
E pregai tantissimo per te.

Ti stavo aspettando, ma non ti avevo mai detto dove mi avresti trovato.
Eri stata tu ad insegnarmi a scrivere equazioni come questa.
Ti aspettavo seduto sui gradini
E mi nascondevo tra i cespugli ogni volta che una macchina parcheggiava.
Eri stata tu ad insegnarmi ad ascoltare queste stazioni distanti.
Stazioni distanti.

12. BLUES A DALLAS (Blues in Dallas)
Ci rivedremo quando l’ultima tromba suonerà?
Ci rivedremo quando l’ultima tromba suonerà?
Se non ci rivedremo, mi passerò un pettine tra i capelli
E aspetterò.
Aspetterò.
Aspetterò.

Arriverai quando gli angeli ti chiameranno?
Arriverai quando gli angeli ti chiameranno?
Se non ti vedrò partire, lascerò scorrermi davanti i servi
E aspetterò.
Aspetterò.
Aspetterò.

I turisti vagano in tondo a Dealey Plaza.
I turisti vagano in tondo a Dealey Plaza.
Sono lontano da dove viviamo e non ho ancora imparato come fare a perdonare,
Ma aspetterò.
Aspetterò.
Aspetterò.

13. IL DECLINO DI UNA FONTE (Source Decay)
Una volta alla settimana
Guido
Due ore verso est
Per controllare la casella della posta che ho a Austin
E faccio la strada lunga,
Quella che passa per il nostro vecchio vicinato,
Guardo tutte le Chevrolet Impala
Nei loro vialetti, con le ruote bloccate.
Parcheggio in un vicolo
E leggo tutte le cartoline che continui a mandarmi,
Quelle in cui – per quanto indirettamente puoi –
Ti chiedi che cosa ricordo.
Mi piacciono questi strumenti di tortura della mia vecchia migliore amica.
Bé, ecco che cosa posso dirti
(Proprio come ti giuravo avrei sempre fatto):
Non penso che ti faccia poi così bene.

Ricordo quel treno che, da Bangkok, andava verso sud.
Giù, verso l’acqua.

Parto sempre un momento troppo tardi
Quando il sole sta tramontando
E il traffico sta aumentando
Ed è più difficile vederci bene.
Vorrei che le autostrade del Texas fossero un nastro di Möbius,
Così potrei guidarci sopra per sempre
Ogni volta che sento il mio cuore spezzarsi.
Quasi riesco a sentirlo quando capita, lo giuro,
Ed è un suono limpido, non è difficile.
Esco dall’autostrada, parcheggio nel mio cortile,
Cado dalla macchina
Come un ostaggio da un aereo
E penso a te per un po’.
Inizio a sperare che si metta a piovere.

Ricordo quel treno che, da Bangkok, andava verso sud.
Giù, verso l’acqua.

Entro in casa,
Metto su il caffè,
Mi trascino sul pavimento per un po’.
Metto la tua ultima cartolina sul tavolo
Con tutte le altre.
Inizio a spulciarci dentro,
Guardo le immagini,
I timbri postali,
Le didascalie,
I francobolli
Cercando una sorta di disegno coerente
E, quando mi ritrovo a mani vuote,
Mi sento completamente indifeso.
Lascio cadere un po’ delle mie difese
E inarco le labbra in un sorriso amaro.
Non è un’immagine bellissima.
Penso a una banchina di stazione nel 1983.

E ricordo quel treno che, da Bangkok, andava verso sud.
Giù, verso l’acqua.

14. ASSOLUTO EFFETTO PIETRA VIVA (Absolute Lithops Effect) 1
Dopo una lunga stagione passata ad aspettare,
Dopo una lunga stagione passata a desiderare,
Mi sto finalmente schiudendo.
Le mie interiora sono rosa, crude.
Mi fa male muovere il mento
Ma sto facendo un po’ di minuscoli passi avanti.
E… e le mie ferite guariranno, ne sono sicuro.
E sboccerò, qua, nella mia stanza.
Con l’aiuto di un po’ d’acqua,
Con un po’ di luce del sole,
Con un po’ di tenera pietà.
Tenera pietà.

L’autostrada porta fin qua i camion
E le loro ruote enormi fanno tremare le mie finestre.
E la notte, la notte cala sul Texas.
Dopo una stagione cieca passata qua dentro,
Dopo una lunga, soffocante estate,
Finalmente troverò una via d0uscita
E andrò a casa di un amico.
Farò in modo di dimenticare tutto
Con l’aiuto di un po’ d’acqua,
Con un po’ di luce del sole,
Con un po’ di tenera pietà.
Tenera pietà.

1 La pietra viva (Lithops) è un fiore tipico dell’Africa del Sud. Il nome deriva dal greco lithos (pietra) e opsis (aspetto), proprio per la sua somiglianza a delle pietre, di qui il nome comune pietre vive o sassi viventi. E la metafora su cui è basata la canzone.

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