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milkeyedmender

Hemingway, Fitzgerald: è inutile che piagnucoliate. I vostri mugugni vengono soffiati via mentre sorrido e vado per la mia strada.

1. Bridges and Balloons
2. Sprout and the Bean
3. The Book of Right-On
4. Sadie
5. Inflammatory Writ
6. This Side of the Blue
7. En Gallop
8. Cassiopeia
9. Peach, Plum, Pear
10. Swansea
11. Three Little Babes
12. Clam, Crab, Cockle, Cowrie

1. PONTI E PALLONCINI (Bridges and Balloons)
Salpammo via un giorno d’inverno,
Con un destino malleabile come argilla.
Ma le navi sono fallibili, dico io,
E il navigare, come tutte le cose, svanisce con il tempo.
Riesco a ricordare la nostra caravella,
Un piccolo guscio di coleottero fatto di vimini
Con quattro alberi sottili e vele latine.
I suoi riferimenti sul Cair Paravel.

Oh, amore mio.
Oh, è stata davvero una piccola cosa divertente
Essere stati quelli che hanno visto.

La vista di ponti e palloncini
Rende irritabili canarini calmi,
Li fa gracchiare e artigliare tutto il pomeriggio.
Catenarie e dirigibili
Sostengono e fanno galleggiare il soggiorno.
Un telaio di metalli distorce, abbaia, trapana
E tanta luna lattea quanta ce ne sta in un ditale
Può toccare cuori più larghi di quello stesso ditale.

Oh, amore mio.
Oh, è stata davvero una piccola cosa divertente
Essere stati quelli che hanno visto.

Oh, amore mio.
Oh, è stata davvero una piccola cosa divertente
È stata una piccola cosa divertente, davvero divertente.

2. IL GERMOGLIO E IL FAGIOLO (Sprout and the Bean)
Ho dormito tutto il giorno.
Mi sono svegliata con disgusto
E ho imprecato,
E ho farneticato
Sostenendo che la differenza tra
Il germoglio ed il fagiolo
Fosse un anello d’oro,
Fosse una corda attorcigliata.

E puoi chiederlo al consigliere,
E puoi chiederlo al re
Ma io dirò la stessa cosa,
Ed è buffo.

Dovremmo uscire?
Dovremmo uscire?
Dovremmo spezzare un po’ di pane?
Sei interessato?

E, come ho detto,
Ho dormito come se fossi stecchita.
Sognavo sogni di piombo
Senza cuciture.

Quando te ne vai
La mia ossatura si fa robusta e mi sento incantata
Tra la polvere del giorno.
Tra la terra del giorno.

E pericolo! Pericolo!
Gli si stava avvicinando un cappotto bianco.
E pericolo! Pericolo!
Gli si stava avvicinando un cappotto largo.
E l’acqua! L’acqua!
Scorreva limpida sotto a una gola bianca,
E il vuoto chiacchiericcio del parlottare dei girini.

Chi sapeva che cosa c’è là fuori?
Dovremmo uscire?
Dovremmo spezzare un po’ di pane?
Sei interessato?

3. IL LIBRO DEL “GIUSTO!” (The Book of Right-On)
Dovremmo accenderci sopra una luce, una luce.
E il Libro del “Giusto!” è giusto, era giusto.

Dovremmo accenderci sopra una luce, una luce.
E il Libro del “Giusto!” è giusto, era giusto.

Ho ucciso la mia cena con un colpo di karate.
Li prendo a calci in faccia, assaggio il loro corpo.
Che lavoro effimero che faccio.

Vuoi sederti al mio tavolo?
La mia fama da combattente è leggendaria
E la fortuna mi trova abile e in forma.

E dici, oh oh,
Di essere uno che prega, oh oh,
E dici di stare bene.

E vuoi correre assieme al mio branco?
Vuoi cavalcare sulla mia schiena?
Prega perché le tue mancanze non distraggano.

E anche quando cavalchi nella mia mente
C’è qualcos’altro di fronte, oh, resti indietro
E non devo ricordarti di restare assieme ai tuoi simili.

E dici, oh oh,
Di essere uno che prega, oh oh,
E dici di stare bene.

E anche quando mi tocchi la faccia
Sai dove andare.
E anche quando mi tocchi la faccia
Sai dove andare.

Dovremmo accenderci sopra una luce, una luce.
E il Libro del “Giusto!” è giusto, era giusto.

Dovremmo accenderci sopra una luce, una luce.
E il Libro del “Giusto!” è giusto, era giusto.

4. SADIE (Sadie)
Sadie,
Cappotto bianco,
Mi porti a casa
E seppellisci quest’osso,
E prendi questa pigna.

Seppellisci quest’osso
Così che dopo potrai sgagnarlo, sgagnare al telefono.
Fino ad allora, preghiamo e sospendiamo
La nozione che queste vite non finiscano mai.

E parlammo tutto il giorno di pietà.
Portami all’acqua, Signore, sono proprio assetata.
Laggiù, nel fossato dove ti ho quasi servito
E lassù, tra le nuvole dove lui ti ha quasi sentito.

E tutto quello che abbiamo costruito,
E tutto quello che abbiamo respirato,
E tutto quello che abbiamo versato
O strappato alla terra come erbacce
Viene impilato sul retro
E, irrevocabilmente, brucia.

Parlammo a turno
Finché il silenzio non strisciò su di me.

E salute,
E davvero,
Non sono più risoluta.
Oh, ti sto chiamando.

Ma l’acqua si è fatta così fredda
E si perde sempre
Ciò che non si tiene stretto.

Questa è una vecchia canzone,
Questi sono vecchi blues
E questa non è la mia melodia –
Ma è a mia disposizione.

E i gabbiani
Si riverseranno con furia
Dove una volta proliferava paura,
E seppelliranno
Ciò che era venuto per te.

E laggiù, dove rammendo assieme alla rammendatrice dagli occhi di latte,
Ci siamo io e te, e l’amore più tenero,
Sdraiato su un canestro in cui cucio quest’adagio.
Sia benedetta la nostra dimora e il suo cuore selvaggio!

E tutto ciò che voglio,
E tutto ciò di cui ho bisogno,
E tutto ciò che ho
Viene sparso come semi.
E tutto ciò che conosco
Si sta allontanando da me.

E tutto ciò che so
Viene soffiato dal vento come i tumbleweed.

E i vermi farinacei
Bruceranno nella brina,
In una pira salata
Tra i fauni e le felci.

E l’amore che teniamo stretto,
E l’amore respingiamo sdegnati
Non si farà mai freddo –
Solo taciturno.

E te lo dirò domani,
Oh Sadie, và a casa adesso.
E siano benedetti coloro che si sono nauseati laggiù,
E siamo benedetti noi che abbiamo fatto questa scelta.

E tutto ciò che voglio,
E tutto ciò di cui ho bisogno,
Lo lego con un nodo
E lo dispongo ai tuoi piedi.
E non mi sono dimenticata,
Ma il silenzio mi è strisciato addosso.

E allora scava e tira fuori il tuo osso.
Riesuma la tua pigna, Sadie.

5. DECRETO ISTIGATORIO (Inflammatory Writ)
Oh, dov’è il tuo decreto istigatorio?
Il tuo testo che avrebbe incitato una fiamma ad accendersi.
La nostra musica, degna di devozione incrollabile.
Piangiamo, “Me la merito?” con fervore instancabile –
Bé, la risposta è no, e lo sarà sempre se non riusciremo a dimenticarla.

Ma che cosa vuol dire quando improvvisamente passiamo? Dimmi la verità.
L’ambizione venne, drizzò la testa e si allontanò da te.
Persino i molluschi fanno matrimoni – anche se solenni e plumbei –
Ma tu canti lamentazioni per i morti, mangi il pane senza marmellata.
La tua cena è fatta solo di sale e di un valzer nel tuo letto vuoto.

E improvvisamente me ne resi conto,
E scrissi ingobbita fino alle quattro e mezza.
Ma quella luce vestale
Si spegne assieme alla notte
Nonostante tutto il tempo che ci abbiamo passato –
Come sull’inzaccherato fantasma di un sonetto –
Mentre fuori i cinghiali selvatici mettono radici
Senza piegare i rami che calpestano.
Oh, mi spezza il cuore.
Non so come facciano.
Non chiedetemelo.

E, per quanto riguarda il mio decreto istigatorio:
Bé, l’ho scritto e non sono stata per niente istigata.
Il consiglio del maestro ha deragliato il disastro,
Mi ha detto, “Passami quella penna, poetastra!”
Mentre i Grandi Romanzi Americani, adorabili nel loro tremendo lamentarsi,
Ululavano attraverso le grandi pianure.
Una compagnia illecita, abbandonata a balbettare e congelare, illuminata a giorno
Che, però, almeno non è scappata verso il proprio credito imperituro.

6. DA QUESTA PARTE DELL’AZZURRO (This Side of the Blue)
Svetlana succhia succo di limoni di fronte a me
Mentre progredisco disgustosamente,
E non so qual è la strada che mi porterà al mare,
Ma il mare più salato sa qual è la strada che lo porterà da me.

E la città che si gira e rigira, si gira lenta e prolungata.
E mi trovo toccare con la punta del piede l’imbarcadero.
E mi trovo a sapere le cose che sapevo,
Cioè tutto ciò che si può sapere da questa parte dell’azzurro.

E Jaime ha occhi neri lucidi come stivali,
E marciano contro di te, due passi alla volta.
Quando ti guarda, sai che comunque non c’è per niente con la testa.
È il cuore più gentile che batte da questa parte dell’azzurro.

E i significati battono la testa contro i significanti.
E tutti cadiamo, le nostre mascelle stanche, per meravigliarci delle parole
Mentre gli uccelli impossibili coprono il cielo come un lenzuolo
In un continuo, illetterato movimento verso casa.

E Gabriel resta sotto la foresta e la luna.
Guardali sbatacchiare e fischiare, guardali scrollarsi, guardali incombere.
E guarda lui sfoggiare un berretto uscito da una pagina di Camus.
Guarda lui navigare con destrezza questa parte dell’azzurro.

E i momenti si accumuleranno per il resto delle nostre vite,
Quando la forma della loro assenza si infiammerà di nuovo
E faremo ciò che dobbiamo fare –
Cioè tutto ciò che si può fare da questa parte dell’azzurro.
Oh, è tutto ciò che si può fare da questa parte dell’azzurro.

7. AL GALOPPO (En Gallop)
Questo posto è umido, spettrale, e me ne sono già andata.
E nei saloni erano allineati i disincarnati,
Assieme alle polverose ali cadute dalla loro carne
Senza rantoli.

E vado dove vanno gli alberi.
E cammino partendo da un’educazione più alta.
Per adesso, e in affitto.

Mi sconfigge, ma non lo so.
E mi sconfigge, ma non lo so.
Mi sconfigge, ma non lo so.
Non lo so.

Palazzi, e nuvole di tempesta,
E il saggio rude e arruffato, ed il fumo,
E il modo in cui tutto si unirà
In silenzio, con il passare del tempo.

E voi, leggi della proprietà,
Oh, tu libera economia,
E voi, infiniti ripensamenti.
Avreste potuto dirmelo prima.

E tu, non affezionarti mai così tanto a una poesia.
Dimenticati di quella verità che pecca in lirismo,
Non avvicinarti mai così tanto alla fiamma
Da dimenticarti che devi mangiare.

8. CASSIOPEA (Cassiopeia)
Sento il materasso farsi teso sotto di me,
Come il muscolo di un insonne.
Le piume, flettendosi, mi sconfiggeranno
E la cosa mi irrita davvero.

E i malocchi si animano di nascosto,
Come un tacchino lento che vola a bassa a quota,
Come un texano che mette a seccare la carne
(Ma i suoi sostanziosi guanti da forno non mi possono far male).

Con la mia volontà ferrea unita a formare un composto,
In un imponente cumulo perseguitato
Dal suono del rompersi della tua corda d’acciaio
Appena dopo che il tuo russare l’aveva srotolata.

E in negozio ci sono sogni così arditi
Che la notte non riesce a smettere di fissarli.
Nuoterò dolcemente come un’aringa
Nell’etere, senza disperarmi.

Vai a dormire, cielo stupendo.
Striscia gentilmente, scaltro e astuto.
Il tuo pollice
Che succhi forte
Amplifica un lieve mormorio.

Centinaia di acque infuriate intrappolano il singhiozzo solitario.
Trattieni il respiro e cerca di stringere Cassiopea.

9. PESCA, PRUGNA, PERA (Peach, Plum, Pear)
Parliamo in negozio,
Io sono noiosa ma sensibile,
Tu sembri considerevolmente di più
E io trasudo di sorpresa.

Ma la giornata sta finendo
E sei già sulla strada,
Quello che era d’oro si è fatto grigio
E, improvvisamente, mi vergogno.

E le baldracche che si stanno radunando
Si permettono di fare le schizzinose –
Il loro starnutire minacciose
Nel divario attenuato.

E ho letto il libro giusto
Per interpretare il tuo sguardo,
Mi stavi buttando a terra
Con il palmo del tuo occhio.

Questa storia non sta procedendo
Nel modo in cui era stata concepita.
La stavo cavalcando,
Ma prima era lei a cavalcare me.

E galoppavamo, frenetici,
Fino alla bocca della fonte.
Ingoiavamo panico
Sprezzanti della sua forza.

E sono triste,
Sono triste e indisposta.
Mi ha costretta a fuggire come un cavallo.

Ora è finita.
Guarda, se ne sta andando.
Sei cambiato così tanto.
La neve si scioglie e torna ad essere acqua.

Sono così una cara persona?
Corro raramente?
Sei cambiato così tanto.
Pesca, prugna, pera.
Pesca, prugna.

10. SWANSEA (Swansea)
Se vuoi venire quaggiù,
Quaggiù con le tue ossa bianchissime
A guardare i treni merce martellare
Nella notte più sfrenata.

Come mi piacerebbe rosicchiare,
Rosicchiare le tue ossa bianchissime
E guardare i treni merce grattare con la zampa,
Grattare con la zampa la notte più sfrenata.

Tutte queste città fantasma
Avvolte da vecchia terra argillosa.
Assateague, nella schiuma del mare fino alle ginocchia.
Oh, Swansea!
Buttonwillow!
Lagunitas!
Oh, Calico!

E lo sguardo di tutti questi bungalow tremendi
Si distende, come fossero rospi infiniti
A saltare all’infinito per la strada.
Nati dal vento, soffiamo verso sud.

E laggiù, tra la natura e l’azzurro –
L’azzurro incontaminato si staglia laggiù.
Finché non verremo rovinati dal muco,
Dalle strade, da canzoni seppellite.

E tutto quello che vogliamo fare
È masticare, e masticare, e masticare.

Caro,
Continua a guidare.

Quando tutto quello che vogliamo fare
È masticare, e masticare, e masticare.

Se vuoi venire quaggiù,
Quaggiù con le tue ossa bianchissime
A guardare i treni merce martellare
Nella notte più sfrenata.

Come mi piacerebbe rosicchiare,
Rosicchiare le tue ossa bianchissime
E guardare i treni merce grattare con la zampa,
Grattare con la zampa la notte più sfrenata.

11. TRE PICCOLE BAMBINE (Three Little Babes)
C’erano una volta un cavaliere e una splendida damigella,
E lei aveva tre piccole bambine.
Le mandò via, in un paese lontano,
Ad imparare la grammatica.

Non erano passato molto tempo da quando se n’erano andate –
Più o meno tre mesi ed un giorno –
Quando il canto dell’allodola si disperse per tutto questo immenso mondo
E se le portò via.

E fu una fredda, fredda notte di natale
In cui tutto era immobile
Che lei vide le sue tre piccole bambine correrle incontro,
Correrle incontro giù dalla collina.

Gli preparò la tavola con pane e vino,
Così da farle bere e mangiare.
Gli preparò un letto dal lenzuolo sinuoso
Così da farle dormire dolcemente.

“Tirala via, tirala via!”, urlò la più grande.
“Tirala via, tirala via!”, urlò lei.
“Non resterò in questo mondo malvagio
Quando ce n’è uno migliore per me.”

“Zolle fredde, zolle fredde nel mio letto.
Zolle fredde ai miei piedi.
Le lacrime che la mia cara madre ha pianto per me
Bagnavano il mio lenzuolo sinuoso.”

“Le lacrime che la mia cara madre ha pianto per me
Bagnavano il mio lenzuolo sinuoso.”

12. VONGOLA, GRANCHIO, CARDIO, CONCHIGLIA (Clab, Clam, Cockle, Cowrie)
Da dove vengo io,
Vuol dire “no”.
Ho freddo, sto aspettando il giorno giusto.

Mi mordo le labbra
E mi gratto il naso.
È così bello essere una rosa.

Oh, non
Non mi alzare da terra.
È che mi vergogno, no, no, no, no, no, smettila, dai.

Oh, ci sono pipistrelli che si dissolvono in fila,
Nel buio annacquato che li invischia.

Bè, non riesco a lasciar stare.
E allora ringrazio il Signore
E ringrazio la sua spada
Anche se con essa sminuzza il mattino, leggermente annoiato.

Oh, mattino,
Arrivi all’improvviso,
Come un buco
Oh, e ti guardo andartene via.

Ci sono mattine in cui il cielo sembra una strada,
Ci sono certi draghi che sono stati creati per avere e tenere,
E certe macchine vengono fatte cadere con amore da altezze elevate,
E certe grandi pance fanno male per tutti i calabroni che ci ronzano dentro –
E che pungono terribilmente.

Faccio ciò che voglio,
E adesso sono in ginocchio.
La tua pelle è qualcosa che mescolo nel mio tè.
E ti sto guardando,
E sei stellato, stellato, stellato.

E cado,
E controllo se sei corrucciato.
Ecco perché mi piace questa città.
Insomma, guardati attorno.

Mi vedrai
Serenata ogni ora,
Celebrata aspramente,
Dedicata severamente.

Ballo un valzer con il mare aperto.
Vongola, granchio, cardio, conchiglia.
Perché non mi guardi?

One thought on “Traduzione: Joanna Newsom – The Milk-Eyed Mender

  1. Bè, complimenti, i testi di Joanna Newsom sono fantasmagorici ma anche “a bitch” quando si tratta di tradurli. Tra l’altro adesso mi sto cimentando in traduzioni in tedesco di testi italiani (per esercitarmi) e mi intristisco sempre di quanto riduttivo sia il risultato finale….ma tu fai un ottimo lavoro ;-)

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