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Guardiamo la società cadere a piccoli pezzi e noi intanto a fare il girotondo come in De André, trallalalalla tralallalera. Con le armi in mano e sempre pronti al peggio.

1. Moya
2. BBF3

1. MOYA (Moya)

-Strumentale-

2. BBF3 (BBF3)
– Bé… da dove vieni?
– Non mi piace come il paese sta venendo governato, sai, e, ehm… è più o meno questo quello che volevo esprimere nella mia poesia. Il governo… il governo americano è subdolo, è davvero disonesto, è fatto di bugiardi, di truffatori, di ladri. Voglio dire, il governo americano è un governo sistematico di cui… di cui nessuno si può fidare. Io non mi fido di loro.
– E da quant’è che scrivi?
– Cosa?
– Da quant’è che scrivi?
– Da quando ho quattro anni.
– Fai molto cose come queste – tipo, domande a microfono aperto?
– Oh, adoro i microfoni aperti, adoro venire qua a fare microfoni aperti, assolutamente.
– Che reazioni ottieni di solito?
– Di solito, la gente… la gente è piuttosto d’accordo con quello che dico.
– Prima ti abbiamo sentito parlare di… oggi sei andato in tribunale per una multa per eccesso di velocità?
– Proprio così.
– Perfetto. Vuoi raccontarci cos’è successo?
– Sì, assolutamente, non ho alcun problema. Ehm… oggi sono andato in tribunale per una multa per eccesso di velocita, e ho detto al giudice: “lasci che le dica una cosa, mi ascolti e mi ascolti bene. Lo dirò una volta e una volta sola, non mi ripeto per nessuno”, gli ho detto. Gli faccio: “sono qua per pagare una multa per eccesso di velocità, non per ascoltare le sue lezioni e guardarle dare aria alla sua bocca per un’ora. Gli faccio: “sono qua per pagare la mia multa per eccesso di velocità, e sono qua per levare di mezzo le mie multe e tornare al mio cazzo di lavoro.” Il giudice mi dice: “Non può parlare così nella mia aula, lei è noncurante della corte.” E allora gli faccio… ho detto al giudice: “Se è questo il meglio che può fare, mi dispiace per lei.” Gli faccio: “Perché non chiude la sua cazzo di bocca una buona volta e mi ascolta?” Gli dico: “Non sono qua per ascoltare stronzate.” Gli faccio: “Ora pagherò la mia multa per eccesso di velocità, come le ho detto.” Vado di fronte al cazzo di giudice, gli do i miei 25 dollari e dico: “Ecco i miei soldi, ora me ne vado.”
E ho lasciato perdere. Ma poi, prima di andarmene, mi giro e dico al giudice: “Sono qua per dichiarare la mia identità e per essere onesto con lei.” Gli dico: “Se pensavano che fossi pericoloso sulla strada come mi sta provando ad accusare, non mi avrebbero ritirato la patente appena la presi? Sì, l’avrebbero fatto.” E il giudice fa: “Sì, ha un senso”, continua, “Ma non deve parlare così forte.” Gli dico: “Parlare così forte?” Gil dico: “Ho tutto il diritto di parlare forte. Gli faccio: “Non può farci un cazzo di nulla. Pensa di essere Dio perché ha addosso una toga e può mandare la gente nel fiume per vent’anni? Bé, non lo è.” E ho lasciato perdere.
– E allora te ne sei andato?
– Sì, me ne sono andato. Non mi piace il sistema giudiziario, non mi piace la polizia, non mi piace nulla che abbia a che fare con il governo di questo paese. Semplicemente non mi piace, perché… sono subdoli, come ho detto – sono disonesti, sono bugiardi, sono ladri, fregano la gente. Ecco il governo americano. L’America è un paese del terzo mondo, e la gente non se ne accorge. E penso che sia piuttosto triste, il fatto che non riconosca il proprio paese come una baraccopoli da terzo mondo, di terzo rango, di terza classe.
– Bé… avevi armi?
– Sì, ho armi. Possiedo un fucile d’assalto, un fucile a canne mozze, un fucile normale, un fucile da caccia normale, una 9 millimetri, una .357, una pistola .45, una .38 special e un fucile d’assalto M-16.
– Pensi che le cose miglioreranno prima di peggiorare?
– Assolutamente no. Le cose peggioreranno e continueranno a peggiorare. Come ho detto, l’America è già così un paese del terzo mondo, e siamo già praticamente in una situazione senza speranza.
– Come pensi che sembrerà questo paese nel 2003?
– Sai, ti dirò la verità – non ho nulla contro di voi, ma non voglio rispondere a questa domanda. Non ho nemmeno una mente così… così inumana-
– Sei pronto per quello che sta per succedere?
– Pronto come non mai.
– La maggior parte della gente non lo è.
– C’è un piccolo detto, che viene tramandato da generazioni.
– Continua.
– Sii preparato per qualsiasi cosa chiunque possa farti in qualunque momento, non ascoltare stronzate, fatti sempre valere. La gente vuole venire da me e dare aria alla bocca – indovina? Li prenderò e li butterò fuori dalla cazzo di finestra senza pensarci sopra.
– Ti dispiacerebbe recitarci la tua poesia?
– Assolutamente no, non capisco perché… non capisco perché mi dispiacerebbe.

C’è un virus malefico che minaccia la razza umana
Non è fatto ad opera d’arte, è una seria opera della mente
I rapinatori, gli accoltellatori alle spalle, l’elite a due facce
Una minaccia per la società, una malattia sociale
Fare il lavaggio del cervello è un disordine sociale
I cinici, l’ordine apatico dell’essere sempre in vantaggio sugli altri
Guardare inizi di decadenza sociale
Compiacenti e sogghignanti di fronte al disordine della vita
Mangiando pezzo per pezzo la nostra autostima
Afferrando ogni parola che potremmo stare dicendo
Attaccare la mente altrui è un disordine sociale
La costituzione, il governo, la legge marziale
Sorridiamo superficiali, una stretta di mano
Il tradimento è già pronto non appena ti giri di spalle
Quando ogni cosa buona è stata seppellita
Dall’odio del governo, dalla costituzione e dalle loro bugie
E ogni volta pensi di essere al sicuro
E quando ti giri per andartene
Sai che stanno tutti affilando i loro coltelli
È tutto nei tuoi pensieri
È tutto nella tua testa
Prova a raccontarlo
È tutto nei tuoi pensieri
È tutto nella tua testa
Prova a fuggire
Senza una coscienza, distruggono
Ed è una cosa che adorano fare
Sono una malattia all’interno di tutte le nostre menti
Vogliono affondare la nave ed andarsene
Il modo in cui ridono di me e di te
Sai che succede sempre
Ma succede solo nella tua mente
I ratti in soffitta, sapete chi siete
O non lo sapete?
Guardiamo inizi di decadenza sociale.

– Grazie per il tuo tempo.

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