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Nei sogni, apparentemente, va tutto bene. Come nei ricordi. Sei bella mentre ti trucchi al mattino (ma anche struccata, se è per questo). Poi però il pavimento scompare, e cado.

1. A Spindle, a Darkness, a Fever, and a Necklace
2. A Scale, a Mirror, and Those Indifferent Clocks
3. The Calendar Hung Itself…
4. Something Vague
5. The Movement of a Hand
6. Arienette
7. When the Curious Girl Realizes She Is Under Glass
8. Haligh, Haligh, a Lie, Haligh
9. The Center of the World
10. Sunrise, Sunset
11. An Attempt to Tip the Scales
12. A Song to Pass the Time

1. UN FUSO, UN’OSCURITÀ, UNA FEBBRE, E UNA COLLANA (A Spindle, a Darkness, a Fever, and a Necklace)
“Addio a tutto”, urlò.
Fuggì a casa di Margot, accanto alla sua.
“Mi trasferisco”, disse.
“Dove?”, chiese Margot.
“Tra due settimane”, disse Mitchell.
“Dove?”, chiese Margot.
“Ovunque mi troverò dopo aver camminato per due settimane”, disse Mitchell.
“Ho vissuto nello stesso luogo per molto tempo. È ora che vada da qualche altra parte.”
“No”, disse Margot, “hai vissuto qua accanto solo per quindici anni.”
“Sedici”, disse Mitchell.
“Quindici, sedici, che differenza fa?”, disse Margot.
“Voglio che tu viva qua accanto per sempre.”
“Non posso”, disse Mitchell. “Non voglio andarmene, svegliarmi nella solita vecchia camera da letto e fare colazione nella solita vecchia cucina. Ogni stanza di casa mia è diventata la solita vecchia stanza, ci ho vissuto per troppo tempo.”

Accendi un fuso, ti senti molto più a tuo agio
Ma non riesci a spiegare come mai ti senti di nuovo riposato.
Tocco la chiusura del tuo medaglione, della foto che contiene,
Un segreto che non racconti a nessuno ma da cui ti fai strozzare il collo.
E così ci immaginiamo un’oscurità dove ogni forma si divide,
Solidi diventano luce in una luminosa esplosione di calore.

Va bene, non fare quello che io voglio tu faccia,
Non umiliarti come faccio io.
Tu non sei dipendente da tutta la roba
Che prendo per restare di buon umore.

“E mi guardi e pensi: la solita vecchia faccia, la solita vecchia coda, la solita vecchia bilancia, la solita vecchia camminata, la solita vecchia parlata”, disse Margot.
“No”, disse Mitchell, “Mi piacciono la tua faccia, la tua coda, la tua bilancia, la tua camminata e la tua parlata.”
“Mi piaci.”
“Anche tu mi piaci”, disse Mitchell.
Andò verso la porta. “Devo fare le valige”, disse.

Vicino ad un mare di pianoforti c’erano onde di accordi
Che si infrangevano contro la costa in un’enorme, inutile ruggito.
E c’erano ragazze che portavano acqua, vennero come un sogno
Per placare la febbre del mio cervello e bagnare la mia gola riarsa.
Mi fecero una collana infilando perline di sudore
Lungo il filo dei miei rimpianti e me la misero attorno al collo.

E cantavano:
“Non fare quello che volevi fare,
Non distruggerti come fanno quei codardi.
Forse il sole continua a sorgere perchè si è abituato a te
E al tuo costante bisogno di conferme.”

2. UNA BILANCIA, UNO SPECCHIO, E QUEGLI SPECCHI INDIFFERENTI (A Scale, a Mirror, and Those Indifferent Clocks)
Ecco una bilancia, dosa i pesi sui piatti e inizierai facilmente
A dubitare che questi colori che vedi
Siano stati scelti in anticipo da una mano attenta
Capace di concepire bellezza assoluta.

Indistinti e confusi, giungono in ordine casuale
A colorare gli occhi delle tue vecchie amanti.
I suoi erano verdi come luglio,
Tranne quando piangeva: allora erano rossi.

Conosco una malattia che questi dottori non possono curare,
La contrai il giorno in cui accetti il fatto che tutto ciò che vedi
Non è che un riflesso in uno specchio, e uno specchio è tutto ciò che può essere,
Il riflesso di qualcosa che non capiamo veramente.

E il linguaggio che ho appena usato non era stato pianificato,
Non è adatto a descrivere il luogo in cui mi trovo,
La mai illuminata stanza della mia casa
In cui aspetto la fine di questo giorno.

E questi orologi continuano a scaricarsi e ad ignorare completamente
Ogni cosa che odiamo o adoriamo.
Una volta che la pagina di un calendario viene girata non esiste più
E allora dimmi, a cosa è servita?
Dimmi, a cosa è servita?

3. IL CALENDARIO SI IMPICCÒ… (The Calendar Hung Itself…)
Ti bacia forse sulle palpebre quando,
Al mattino, inizi ad alzare la testa dal cuscino?
E canta per te, incessantemente,
Dallo spazio tra il tuo letto e la parete?
Cammina forse tutto il giorno a scuola per i corridoi
Con i piedi nelle tue scarpe,
Guardando il pavimento ogni qualche passo
Per convincersi di stare camminando accanto a te?
Oh, conosce forse quel punto sotto il tuo collo
Dove ti piace essere toccata?
E piange forse, tra frasi spezzate,
Come “ti amo troppo”?

Resta forse sveglio ad ascoltare il tuo respiro,
Preoccupato per le troppe sigarette che fumi?
Sta forse tossendo ora,
Sul pavimento di un bagno?
Per ogni mattonella
Ce ne sono altre mille
Che non vedrai mai
Ma che dovrai tenerti dentro
Per sempre.

Mi portai dietro il tuo fantasma attraverso lo stato
E pianificammo la mia morte.
In ogni città i ricordi mi sussurravano:
“È qua che riposerai.”
Ero determinato a farlo a Chicago
Ma affondai i denti nelle mie ginocchia,
Mi accontentai di un telefono
E cantai alla tua segreteria:
“Sei il mio raggio di sole,
Il mio unico raggio di sole.
Sei il mio raggio di sole,
Il mio unico raggio di sole.”

E baciai una ragazza
A cui il padre aveva rotto il mento,
Aveva occhi abbastanza luminosi da bruciarmi,
Mi ricordavano i tuoi.
E in un racconto che avevo sentito era una ragazzina
In un rosso campo livido di sole,
E c’erano file di pomodori maturi
Tra cui era nascosto un segreto.
Ed esplose come un tuono,
Applaudiva sotto le nostre mani
E si estese per secoli
Fino alla fine di una pagina di diario
In cui scrissi:
“Mi rendi felice
Quando il cielo è grigio.
Mi rendi felice
Quando il cielo è grigio, grigio, grigio.”

Il cuore dell’orologio è appeso nel suo petto vuoto,
Le sue mani si allungano verso il calendario che si sta impiccando
Ma non piangerò
Per quei giorni morenti,
Per tutti quelli che se ne sono andati
Ce ne sono alcuni che sono rimasti;
Mi trovarono qua
E mi fecero alzare dal prato
Su cui ero disteso.

4. QUALCOSA DI VAGO (Something Vague)
Di tanto in tanto sembra peggio di quello che è,
Ma la visione che ho è perlopiù accurata.
Riesci a vedere il tuo respiro nell’aria
Mentre sali le scale
Verso quella bara che chiami “appartamento”.

E affondi nella tua sedia,
Ti togli la neve dai capelli
E bevi per non sentire freddo.
Non sai esattamente
Perché tu lo stia facendo
Ma ti serve qualcosa per riempire le giornate,
Per riempire ancora qualche ora.

C’è un sogno che non vuole andarsene dal mio cervello,
È rimasto lì da quando l’ho fatto la prima volta, qualche notte fa.
Sono su un ponte, nella città in cui ho vissuto
Da bambino, insieme a mia mamma e ai miei fratelli.
Improvvisamente il ponte scompare
E io sono lì, in piedi sull’aria,
Senza nulla che mi tenga su.
E resto appeso come una stella,
Cazzo, risplendo nel buio,
Divorato da sguardi affamati,
Come quelli che ci eravamo augurati.

Ma ora sono confuso,
Sei forse tu questo vuoto su cui sono sospeso?
Questi sogni hanno un significato?
No. No, penso che sia come un fantasma
Che ci sta seguendo.
Qualcosa di vago che non riusciamo a vedere,
Qualcosa che assomiglia a un sentimento.

5. IL MOVIMENTO DI UNA MANO (The Movement of a Hand)
Segui il suono dei passi,
L’eco ti conduce lungo il corridoio
Verso una stanza dalla quale proviene musica,
Minuscole campane dalle parti mobili.
Lì le ombre rendono le cose brutte,
Un effetto alquanto indesiderato,
E la dorata, gialla luce del giorno
Cresce come edera sulla parete.

E una minuscola bambola danzante
Rimbalza dalla porcellana dipinta.
Il suo corpo gira in pirouettes
E il mondo sembra improvvisamente piccolo.

Un biancastro, sottile mattino,
Seduto sul sedile del guidatore ti stiri le gambe.
La strada ha creato un vuoto
Un tempo riempito dalle nostre voci.
E mi poggi la testa sulla spalla,
Ti versi, come acqua, su di me.

Mi andrebbe bene esistere solo per i prossimi dieci minuti di questo viaggio,
Tutti gli alberi lungo il marciapiede sarebbero vivi e gioiosi.

Presto tutta la gioia che si versa da ogni cosa renderà i tuoi occhi fontane
Perché avrai finalmente capito cosa significa il movimento di una mano che dice addio.

6. ARIENETTE (Arienette)
I fragili mantengono segreti,
Li raccolgono in tasca
E li venderebbero in cambio di niente,
Un orologio o un medaglione scadente
D’oro finto, lavato via dall’acqua.

E i tristi si comportano come lebbrosi,
Restano all’ombra,
Vorrebbero suonare campane,
Comunicare il loro arrivo
Per permettere ai puri di chiudere le porte.

Gli arrabbiati sono animali,
Insensati e selvaggi,
Agiscono in raptus senz’ordine
Intervallati da momenti di logica,
Le loro bocche, macchiate di sangue.

Dammi la mano,
Questa sterile terra è viva stasera.
Oh, le spighe di grano sono cresciute
E hanno formato un muro impenetrabile.
Ma il vento porta con sé suoni
Che non riesco a percepire da là dietro.
E i gambi iniziano ad oscillare al vento…
Oh Arienette, resta con me
Finché i lupi non se ne saranno andati.

I malvagi sono avvoltoi
E cuociono nei canyon,
Volano in cerchio alla luce del sole
Aspettando che le loro vittime
Cadano e chiedano il loro aiuto.

I disperati sono acqua,
Scorreranno per sempre
E resteranno a bagno nel silenzio,
Finiranno insieme il loro corso
In un posto lontano, buio e lontano.

Non abbandonarmi qua, dove solo gli specchi mi possono vedere.
In questa casa sono rimasti solo ricordi.
La luna non dorme mai, lascia una scia d’argento
E l’argento diventa grigio…
Oh Arienette, resta con me
Finché i lupi non se ne saranno andati.

7. QUANDO LA RAGAZZA CURIOSA CAPISCE DI ESSERE SOTTOVETRO (When the Curious Girl Realizes She Is Under Glass)
Domani, quando mi sveglierò,
Andrò a trovare mio fratello
E mi farò accompagnare fino alle rive
Del lago su cui andavamo a navigare e ridere con nostro padre,
Non gli darò buca,
Non gli darò buca.

Non importa quanto io possa desiderare una bara pulita
O che questi alberi sotto cui riposo si spoglino di ogni foglia,
Sbatterò il viso contro il terreno e solo allora vedrò
Il cielo che continua e continua a evitarmi.

Ho iniziato a scrivere questa lettera
E la spedirò a Ruba,
Sarà bendetta dagli occhi di lei
Lungo la costa del Golfo della Florida.
Con i piedi nella sabbia
E una mano sul costume
Reciterà la preghiera della mia penna.

Dirà: “Il tempo ci porta avanti,
Pone fine al desiderio.
Possono far atterrare quell’aereo sul mio cuore,
Non mi importa.
Dammi solo novembre,
Il calore di un sussurro
Nella gelida oscurità della mia stanza.”

Ma ho provato di tutto per rimpiazzare
Tutte queste pillole che prendo per calmare il mio cervello,
Vedo quella ragazza curiosa con quello sguardo sul viso,
Così sorpresa di essere rinchiusa in una teca.

8. HALIGH, HALIGH, UNA BUGIA, HALIGH (Haligh, Haligh, a Lie, Haligh)
La cornetta scivola via da una presa insicura,
Alcune parole non vennero pronunciate, poi una sorta di scusa.
“Non volevo dirtelo,
È da un po’ che gira con degli altri ragazzi…
Non so esattamente da quando, credo un paio di settimane.”
Ti ringrazio e metto giù,
Che il funerale abbia inizio,
Ascoltiamo il tonfo del coperchio,
Appuntiamo un nastro nero sul tuo cappotto.
E le risate continuano a riversarsi dalle fessure sotto le porte di questa casa,
Non riesco più a sentire veramente quel suono,
Sembra artificiale, come quello di una televisione.

Haligh, haligh, una bugia, haligh,
Questo peso deve venire soddisfatto,
Tu mi offri una sola risposta,
Non sai che cosa fare.
E tu continui e continui a strappare i tuoi capelli alla radice,
Da quella stessa testa dalla quale hai preso per due volte
Una ciocca di capelli che, dicevi, sarebbe stata la prova
Che il nostro amore non sarebbe mai finito.

Ma ricordo ogni cosa,
Le parole che pronunciammo sulla gelida South Street
E tutte quelle mattinate passate a guardarti mentre ti preparavi per andare a scuola.
Ti pettinavi guardandoti in quello specchio,
Quello che avevi dipinto di azzurro, quello al quale avevi incollato gioielli di lacrime.
C’era qualcosa in quei colori luminosi
Che ti faceva sempre sentire meglio.
Ma adesso parliamo in lingue rovinate
E le parole che pronunciamo non sono dirette a nessuno,
Sono solo frasi sussurrate ad un conoscente di passaggio.
Ma una volta c’eri tu,
Dicevi di non sopportare la mia sofferenza e che mi capivi,
Che ti saresti presa cura di me.
Ci saresti sempre stata per me.
Bé, e adesso dove sei?

Haligh, haligh, una bugia, haligh,
I piani non si sono mai compiuti
Ma sono rimasti lasciati a metà, come un filo
Che penzola di fronte ai miei occhi.
E tu continui e continui a strappare i tuoi capelli alla radice,
Da quella stessa testa dalla quale hai preso per due volte
Una ciocca di capelli che, dicevi, sarebbe stata la prova
Che il nostro amore non sarebbe mai finito.

E io canto e canto di cose terribili,
Del piacere che porta il mio dolore,
Mentre le mie dita premono le corde,
Eccoti un altro maldestro accordo.
Haligh, Haligh, una terribile bugia,
Finalmente mi lascerò dietro questo peso,
Ti darò solo una risposta:
Non so più chi sono.”

Ma parlo al mio riflesso, all’estraneo che compare nello specchio,
Le nostre conversazioni sono cerchi,
Hanno un solo partecipante, nulla è chiaro
Tranne una cosa: continuiamo a tornare su questo significato che non riesco a comprendere.
Dice che le scelte erano chiare
E che ora devo accettarle o smettere di vivere.
Ma lo vorresti veramente?

9. IL CENTRO DELLA TERRA (The Center of the World)
Al centro della Terra
C’è la statua di una ragazza.
È in piedi, accanto a un pozzo,
Tiene in mano un secchio vuoto, asciutto.
Mi avvicinai, la guardai negli occhi
E lei mi trasformò in sabbia.
Questa forma maldestra che disprezzo
Si fece impalpabile alla sua mano
E finì a riposare su una spiaggia
Con un altro milione di persone.
Ci sedemmo ad aspettare che il mare
Ci coprisse per poter scomparire
Nell’azzurro infinito,
Nell’orrore della verità.
Vedi, siamo molti meno di quel che credevamo.
Siamo molti meno di quel che credevamo.

Ma sapevamo quali sapori potevamo sentire.
Ragazze trovarono miele per bagnarci le mani,
Uomini tagliarono marmo per segnare le nostre tombe,
Dicevano: “ci serve qualcosa che ci ricordi
Tutta la dolcezza che abbiamo mai sentito sulla lingua.”
(Fresca sangria e té al limone.)
I preti vestivano i bambini del coro
(Piccole voci dalle vesti bianche Lo lodano.)
Ma non c’era alcuna gioia nel canto,
Il funerale era iniziato.

A metà della giornata,
Quando esci dal lavoro che ti fa dormire
E torni a casa
Ai pensieri che ti tengono sveglio,
La lunga notte torna a chiedere
L’ultima luce rimasta,
Quella nell’angolo della cornice
Che hai messo attorno al suo viso.

Due pillole non erano abbastanza.
La sveglia sta suonando
Ma non ti svegli.
Non sta succedendo, succedendo, succedendo, succedendo, succedendo.
Sta succedendo.

10. ALBA, TRAMONTO (Sunrise, Sunset)
Alba, tramonto, alba, tramonto,
I giorni passano rapidamente.
Alba, tramonto, ti svegli e ti spogli,
Sempre allo stesso modo.
Il sole sorge e tramonta,
Le tue confessioni sono bugie,
Continui a provare a spiegarti.
Il sole sorge e tramonta,
Capisci e poi ti dimentichi
Ciò che stai provando a ricordare.

Ma tutti sanno che è colpa delle cose
Bloccate dentro alla tua testa,
Come le canzoni che canta il tuo compagno di stanza
O la visione del corpo di lei steso sul tuo letto.
Alzi le mani al cielo
E le chiedi: “Quand’è stata l’ultima volta che ti sei guardata allo specchio?
Perchè sei cambiata, sì, sei cambiata.”

L’alba, il tramonto, hai una speranza e poi te ne penti,
Il cerchio non si spezza mai.
L’alba e il tramonto portano un cambio di cuore o di indirizzo,
C’è qualcosa che rimane?
Per un alba e un tramonto sei un maniaco o sei depresso,
Ti sentirai mai bene?
Per un alba e un tramonto la tua amante è un’attrice,
Pensavi davvero sarebbe rimasta?
Per un alba o un tramonto o stai arrivando o te ne sei appena andato
Ma sei sempre tra i piedi.
Per un alba o un tramonto, uno scarabocchio e un sonetto
Sono esattamente la stessa cosa.
Per un alba o un tramonto, il padrone e il suo servo
Hanno lo stesso, identico destino.
Tutto è alba e tramonto, dalla culla alla tomba,
Non c’è via di fuga.
L’alba o il tramonto tengono in mano la tua tristezza come una marionetta,
Continua a recitare la commedia.

Ma tutto ciò che fai ti porta
A non sapere che cosa fare,
E nel momento in cui riderai
Ci sarà qualcuno che riderà più forte di te.
E allora è vero, la fregatura è completa,
Sei diventato ciò che dicevi non voler mai diventare,
Sei uno stupido, sei uno stupido.

Alba, tramonto, alba, tramonto,
Il sole sorge e il sole tramonta.
Alba, tramonto, l’alba, il tramonto,
L’alba, il tramonto.

Alba, tramonto, torna al tuo appartamento
Metti la cassetta nello stereo
E fa suonare quella febbre.

Alba, tramonto, dove sei, Arienette?
Dove sei, Arienette?

11. TENTANDO DI MANOMETTERE LE BILANCE (An Attempt to Tip the Scales)
Pensavi che muovendo la mano
Avresti fatto fermare tutto?
Come se il sole calasse
Se tu chiedessi la notte.
Bé, al buio siamo solo aria,
La casa può anche dissolversi,
Ma una volta che ce ne siamo andati
A chi importa della nostra presenza passata?
Bé, l’estate arriverà
E rannuvolerà di nuovo i nostri occhi.
Non c’è bisogno di aguzzare la vista
Se non c’è nulla che merita di essere visto.

Così scambiamo liquore con sangue
Tentando di manomettere le bilance.
Penso che tu abbia perso quello che amavi
In quel casino di dettagli.
Sembravano così importanti al momento
Ma adesso non riesci nemmeno a ricordare
Un nome, una faccia, una frase.
Ricordi solo la sensazione che provavi.
Bé, l’inverno finirà
E ripulirò di nuovo queste vene,
Arriverò così vicino alla morte che potrò finalmente iniziare a vivere.

12. UNA CANZONE PER PASSARE IL TEMPO (A Song to Pass the Time)
C’è una donna di mezza età che trascina i piedi,
Porta ceste di vestiti in lavanderia
Mentre bambini messicani prendono a calci sassi per la strada,
Ridono in un linguaggio che non capisco
Ma gli voglio bene, perché gli voglio bene?

Il vicinato si sta oscurando ed io fumo sulla veranda,
Guardo le persone passare, rinchiuse nelle loro macchine.
Sulle loro facce c’è solo rabbia o delusione,
Inizio a volere potergli offrire qualcosa,
Una consolazione, che cosa potrei offrirgli?

Sono tristi nei loro sobborghi, macchine innaffiano i loro giardini,
Spolverano ogni cosa che toccano
E così iniziano a credere di non aver toccato nulla
Mentre le macchine sul vialetto si moltiplicano.
Si perdono nelle loro case,
Li ho sentiti cantare sotto la doccia,
Fare discorsi alle loro sorelle al telefono.
Dicono: “Torna a casa, donna, vieni qua,
Non stare così lontana da me.”
Questo tempo mi ha fatto venire voglia di un’amore più tangibile.
Qualcosa che possa abbracciare,
Sto iniziando ad avere freddo.

Alziamo i nostri pugni alla fiamma nel cielo
Per fermare la luce che cerca i nostri occhi
Perché, perché ci accecherebbe.
Sì, ci accecherà.

Ho bloccato le mie azioni in una routine,
Quindi potrei non liberarmi mai di questa apatia.
Aspetterò una lettera che mi sta venendo consegnata,
Lei mi manderà fotografie dell’oceano in una busta.
C’è ancora speranza, sì, posso essere guarito,
C’è qualcuno che sta cercando quello che ho nascosto
Nel mio cassetto segreto, sul fondo delle mie tasche.
Lì troverai il motivo per cui non riesco a dormire
E mi vorrai ancora.
Ma mi vorrai ancora?
Mi vorrai ancora?

Dissi: “Resta qua una settimana, puoi dormire nel mio letto
E passare attraverso la mia vita come un sogno nella mia testa,
Sarà, sarà facile.
Lo renderò facile.”

Ma tutto quello che ho per ora è una canzone per passare il tempo
E una melodia per tenere lontane le preoccupazioni,
Una semplice progressione di accordi per tenere occupate le mie dita
E parole che mi si ritorceranno contro.
E rideranno.
E rideranno.
La mia mediocrità, la mia mediocrità.
Sì, rideranno.
Sì, rideranno.
Rideranno.

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